A Perugia focus su disturbi sessuali maschili: tanti gli adolescenti che si rivolgono all’ospedale

Perugia, 5 ottobre 2015 – Nel corso del convegno che si è svolto a Perugia sul tema “Disfunzione erettile ed Eiaculazione precoce: scenari e soluzioni nella pratica clinica“, organizzato dallo SNAMID, gli esperti riuniti a confronto hanno affrontato i vari aspetti dei disturbi della sfera sessuale, soffermandosi sulle più moderne terapie mediche e chirurgiche.

[easy_ad_inject_1]Grazie alle moderne tecniche chirurgiche e le competenze di cui oggi la nostra sanità pubblica dispone, ha spiegato il Dott. Alessandro Zucchi (dirigente medico presso l’Azienda Ospedaliera di Perugia e responsabile del Servizio di Andrologia e Chirurgia Andrologica ricostruttiva), l’andrologo è in grado di dare un’importante contributo per risolvere i disturbi sessuali maschili, contribuendo a migliorare la qualità della vita oltre che del rapporto di coppia.

Una volta c’era la visita di leva, occasione in cui venivano riscontrate patologie ai genitali in oltre il 70% dei ragazzi. Oggi i ragazzi non hanno più questa possibilità e il fenomeno per lo più rimane sommerso per il timore di doversi confrontare con uno specialista. Il più delle volte, chi soffre di disturbi sessuali, è portato a rivolgersi al proprio medico curante e questo, decisamente, è già un primo passo per affrontare il problema a viso aperto.

Nel corso del convegno gli esperti hanno, altresì sottolineato, l’importanza per chi soffre di questo tipo di disturbi, di avere il supporto di un amico o un familiare e, soprattutto, della propria partner, che svolge un ruolo importante nel percorso di terapia.

Dai lavori del convegno è emerso, inoltre, che sono oltre 800 i giovani che vengono sottoposti ogni anno a screening nel centro della struttura complessa di Urologia ed Andrologia del Santa Maria della Misericordia diretto dal Professor Massimo Porena, e che nella maggioranza dei casi si tratta di ragazzi di età inferiore ai 18 anni.

“Quando era ancora in vigore la visita di leva, in oltre il 70% dei ragazzi venivano riscontrate patologie ai genitali; con l’abolizione di questo screening di massa, il fenomeno non ha nessun tipo di controllo. Purtroppo gli adolescenti, per una serie di motivi storici e culturali, non vengono seguiti nel corso del loro sviluppo sessuale, cosa che al contrario avviene per le ragazze; si verifica così che ad occuparsi del loro sviluppo puberale, siano esclusivamente i genitori e le conseguenze sono spesso molto serie. Questa mancanza di assistenza determina problemi di carattere sanitario come sterilità e disturbi sessuali, con ricadute sul piano sociale”

ha spiegato il dottor Alessandro Zucchi in una nota stampa dell’ospedale di Perugia.

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Autore: Vincent Dimaggio

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