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Spotlight. Venezia palude a Mark Ruffalo: “Spero che il Papa veda questo film”

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Venezia, 4 settembre 2015 – Grandi applausi per il film Spotlight, tratto da una storia vera che racconta lo scandalo dei preti pedofili a Boston, presentato fuori concorso alla 72esima Mostra del Cinema di Venezia. “Spero che il Papa veda questo film, che il Vaticano lo usi come un’opportunità straordinaria per risarcire le vittime dei torti subiti, per curare le loro sofferenze. Il film ricostruisce semplicemente i fatti. È scioccante che a Boston in quel periodo fossero in tanti a far finta di non vedere. Non solo gli uomini di Chiesa, ma anche i media, i presidi di scuole prestigiose, i rappresentanti delle più alte cariche amministrative”.

[easy_ad_inject_1]Con queste parole Mark Ruffalo, uno dei protagonisti di Spotlight, il film denuncia di Tom MacCarthy, presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia e accolto con gran successo.

La pellicola sullo scandalo sui preti pedofili scoppiato nel 2002 a Boston, negli Stati Uniti, ha ricevuto gli applausi degli spettatori. Nel cast del film in uscita nel 2016, oltre a Mark Ruffalo, vi sono anche Michael Keaton e e Stanley Tucci.

“Non mi aspetto particolari reazioni dai vertici della Chiesa e devo ammettere di essere pessimista sull’ipotesi di cambiamenti. Mi piacerebbe però che Spotlight fosse visto dal Papa, dai cardinali, e dall’intera comunità ecclesiastica. Tutto ciò che mostriamo è documentato, il film non è un attacco alla Chiesa, che tra l’altro penso abbia ancora la possibilità di guarire”

ha spiegato il regista Tom MacCarthy.

“Il film ricostruisce in modo avvincente e lineare soltanto ciò che accadde dentro e fuori le mura di quel giornale (il Boston Globe) in quel periodo limitato di tempo. Il regista, dunque, non cade mai nell’interpretazione personale e nella trappola dello scandalo, mentre gli straordinari interpreti, tra cui Mark Ruffalo e Michael Keaton, si limitano ad essere soltanto ciò che i loro personaggio reali fecero e dissero. Un atteggiamento onesto e necessario, quando un film tocca temi così sensibili e delicatissimi per tutta la comunità dei fedeli”

ha dichiarato Luca Pellegrini, inviato dell’emittente al festival.

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Vincent Dimaggio
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