Acari Demodex sul viso umano: mangiano, nidificano e muoiono sulla nostra pelle

Raleigh (USA), 12 maggio 2015 – Viene la pelle d’oca solo a pensarci eppure è vero, sul nostro viso si annidano, mangiano, si riproducono e muoiono centinaia, forse migliaia, di acari, organismi microscopici che hanno otto zampette intorno alla testa, i cui parenti più stretti sono i ragni. Gli acari, in particolare quelli della specie Demodex folliculorum (Demodecio dei follicoli), si insediano sul viso umano e si annidano sulla pelle, specie tra ciglia, peli e pori del naso.

Osservati al microsopio sembra quasi come se nuotassero nel grasso della nostra pelle, eppure gli esperti parlano di una relazione pacifica tra uomo e acaro, in quanto quasi del tutto innocui, non dovrebbero rappresentare un problema serio. Anzi, si possono rivelare utili nello spiegare la nostra storia evolutiva.

[easy_ad_inject_1]Ci sono due specie di acari che vivono sul viso umano, il Demodex folliculorum e Demodex brevis. I loro parenti più stretti, come detto, sono i ragni ma anche le zecche. Il loro corpo è allungato quasi a sembrare un vermiciattolo e solitamente strisciando sulla pelle durante la notte. I due tipi di acaro vivono in due diversi luoghi del viso umano, Demodex folliculorum sguazza nei pori e nei follicoli piliferi, mentre il Demodex brevis preferisce stabilirsi un po’ più a fondo, nelle ghiandole sebacee oleose, cioè nel grasso della pelle, ma sono anche stati trovati altrove, compresa la zona genitale e il seno.

Gli acari sono sempre stati presenti sul viso dell’uomo, in particolare già nel 1842 il Demodex folliculorum fu trovato in Francia in del cerume umano. Questa verità, per quanto possa impressionarci la presenza di acari sul nostro viso, è stata confermata da un recente studio condotto da Megan Thoemmes della North Carolina State University di Raleigh, negli Stati Uniti, ed il suo team di ricercatori, i quali hanno scoperto che circa il 14% delle persone ha acari visibili sul viso. Ma hanno scoperto anche il Dna del Demodex su ogni singolo volto che hanno testato.
Ciò suggerisce, spiegano i ricercatori, che tutti noi abbiamo acari sul viso e anche in gran numero.

“E’ difficile fare ipotesi o quantificarli, ma un numero basso sarebbe forse nell’ordine delle centinaia. Una possibile quantità di acari maggiore sarebbe nell’ordine delle migliaia. Si possono quantificare circa due acari per ciglia”

spiega Megan Thoemmes.

Gli scienziati spiegano che non è chiaro cosa comporti la presenza degli acari sul viso umano, a cominciare dal fatto che non si sa ancora con precisione di cosa si nutrono. Secondo alcuni mangiano i batteri che si trovano sulla pelle, secondo altri mangiano le cellule morte della pelle, altri ancora sostengono che si nutrono del sebo che secernono le ghiandole sebacee. Megan Thoemmes e il suo team stanno studiando i microrganismi che si trovano nello stomaco degli acari per cercare di capire cosa mangiano.

Inoltre, i ricercatori non hanno ancora compreso in che modo si riproducono gli acari, finora si sa solo che escono di notte per accoppiarsi e tornare poi nei loro nidi dove depongono le uova.

“Le loro uova sono abbastanza grandi, un terzo alla metà delle dimensioni del loro corpo, che metabolicamente è molto impegnativo. Sono così grandi che probabilmente non possono deporne più di una alla volta”

afferma la Thoemmes.

Quando muoiono, il loro corpo praticamente si prosciuga e ciò che ne rimane si deposita sul viso umano anche se sembra che ciò non sia causa di danni alla pelle.
L’unica malattia della pelle a cui sono stati collegati gli acari è la rosacea: vari studi hanno infatti dimostrato che le persone affette da rosacea tendono ad avere una maggiore quantità di acari sul viso, pari a circa 10-20 centimetri quadrati di pelle in cui nidificano questi microscopici organismi, anche se non è provato che siano proprio gli acari a causare la rosacea.

Una cosa è certa, qualunque precauzione volessimo prendere non riusciremmo mai a liberarci di loro. Esistono infatti delle terapie per uccidere i Demodex ma non sono risolutive, dopo poco tempo ritornano a nidificare sul nostro viso. Basta pensare che gli acari si attaccano a noi quando entriamo in contatto con altre persone, dai cuscini, dalle lenzuola e a nostra volta li trasmettiamo agli altri. Facciamocene una ragione, sono con noi da migliaia di anni e non hanno alcuna intenzione di abbandonarci.

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Autore: Vincent Dimaggio

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