Dagli scarti dell’uva arriva il biocarburante green per fare il pieno al serbatoio

Adelaide (Australia), 28 agosto 2015 – Il mercato dei biocarburanti negli ultimi anni è in forte espansione. Lo dimostra una recente ricerca pubblicata su Bioresource Technology con la quale è stato dimostrato che da una tonnellata di scarti d’uva, in particolare da vinaccia, semi e steli, derivanti dalla produzione di vino si possono ricavare fino a 400 litri di bioetanolo che può essere utilizzato come carburante al posto della benzina.

[easy_ad_inject_1]Lo rivela uno studio australiano condotto presso l’Università di Adelaide, grazie al quale i ricercatori avrebbero dimostrato che dalla fermentazione di 10 quintali di scarti d’uva come vinaccia, steli e semi, si possono produrre circa 400 litri di bioetanolo che, in un futuro non così lontano, potrà essere utilizzato per fare il pieno al serbatoio.

La benzina sta dunque per andare in soffitta? Ce lo diranno i posteri. Intanto, non può certo passare inosservato il fatto che il mercato dei biocarburanti sia in continua espansione, anche perché le riserve di petrolio prima o poi si esauriranno e bisogna già oggi trovare carburanti alternativi da utilizzare per i mezzi di trasporto.

Rachel Burton, docente dell’università di Adelaide, ha spiegato che sfruttare gli scarti dell’uva derivanti dalla produzione di vino per produrre biocarburanti ha del potenziale economico per quello che è in gran parte un prodotto di scarto.

I ricercatori australiani hanno analizzato la vinaccia di due diverse varietà di uva, il Cabernet-Sauvignon e il Sauvignon Blanc, e hanno scoperto che la maggior parte di carboidrati che contiene possono essere convertiti, attraverso la fermentazione, in etanolo, con una resa di circa 270 litri per ogni tonnellata di scarti di produzione.

Utilizzando anche trattamenti a base di acidi e enzimi, i ricercatori hanno dimostrato che la fermentazione è in grado di produrre fino a 400 litri di bioetanolo per ogni tonnellata di scarti d’uva.

“Utilizzare le biomasse vegetali per la produzione di biocarburanti liquidi può essere difficile a causa della sua natura strutturalmente complessa, che non è sempre facile da scomporre. Ma il procedimento viene semplificato grazie alle potenzialità della vinaccia, che è disponibile senza difficoltà, può essere ottenuta a buon mercato ed è ricca del tipo di carboidrati che vengono fermentati facilmente”

ha spiegato Kendall R. Corbin, co-autrice dello studio pubblicato su Bioresource Technology.

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Autore: Donato Paolino

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