Aeroporto di Fiumicino. Aria irrespirabile. Velli:”I ministeri intervengano”

Roma, 13 maggio 2015 – Disagi si sono registrati ieri mattina all’aeroporto di Roma Fiumicino (FCO) Leonardo Da Vinci, interessato mercoledì scorso da un incendio che ha distrutto il terminal 3. I lavoratori Filt Cgil, Fit Cisl, Uil trasporti, Usb, Ugl, Cub hanno indetto uno sciopero per chiedere “verifiche per la sicurezza della salute dei lavoratori”.

[easy_ad_inject_1] I lavoratori lamentano che l’aria è irrespirabile e temono per la loro salute. L’Asl dal canto suo fa sapere che tutto è sotto controllo. Flavia Simonetta Pirola, direttore sanitario dell’Asl Roma D ha dichiarato ieri “Al momento non c’è alcun rischio per la salute da far pensare ad una chiusura del Terminal 3. La situazione è sotto controllo, ma sono in corso altre valutazioni che dovrebbero essere pronte per domani. Abbiamo installato alcune centraline di rilevamento e anche i tecnici dell’Arpa oggi sono sul posto per altri rilievi. Dai dati e dai campioni che l’Adr ha fatto prelevare nei giorni scorsi non emerge nessun pericolo per la salute – ribadisce Pirola – sto comunque aspettando una relazione completa dei tecnici su tutti gli aspetti del caso”.

Adr Aeroporti di Roma comunica di aver avviato “le indagini strumentali per il rilievo di inquinanti pericolosi per la salute degli operatori aeroportuali e dei passeggeri”, i cui risultati “giunti in meno di 24 ore evidenziano che i valori riscontrati sono nettamente inferiori a quelli previsti dalla normativa nazionale e internazionale per l’esposizione di lavoratori in un turno di 8 ore”.

Fabiola Velli del movimento 5 Stelle a Fiumicino sul blog del movimento scrive:

“E’ stato scritto che i sintomi accusati sono riconducibili alla combustione di sostanze contenenti cloro, ma si teme che siano bruciate anche strutture contenti Amianto, Eternit e Diossina, che sembra siano ancora presenti nell’ala “vecchia” dell’aerostazione. Altro problema è quello delle polveri sottili, rimosse dagli addetti alle pulizie, spesso costretti a lavorare comunque, anche se sprovvisti di adeguate mascherine e tute. E’ interessante notare come, a detta dei lavoratori, il primo giorno sui referti medici veniva scritto “intossicazione da fumi”, mentre dal secondo giorno in poi i certificatimedici recano l’indicazione generica di “infortunio sul lavoro”.

La Velli chiede dunque:

“A prescindere dai rilievi sulla salubrità delle aree incendiate effettuati da ADR, riteniamo opportuno che il Ministero della Salute, il Ministero dei trasporti, il Ministero del Lavoro e la Procura della Repubblica si attivino con urgenza, avvalendosi della consulenza di organismi pubblici qualificati, per svolgere tutti i rilevamenti ambientali necessari. Anche l’Asl Roma D ha effettuato un sopralluogo, ma ci vorrà altro tempo per effettuare i campionamenti ambientali. Nel frattempo l’impianto di condizionamento dell’aria è ancora fermo, visto che non è stato bonificato.”

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Autore: Vincent Dimaggio

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