Agcom diffida Telecom da aumento chiamate da fissi annunciato per il 1° aprile

Roma, 1 aprile 2016 – L’Agcom, l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni, ha diffidato Telecom Italia dal porre in essere l’aumento della offerta generalizzata a consumo prevista per il 1° aprile 2016 in quanto idonea ad incidere negativamente sull’accessibilità della tariffa del servizio universale.

L’aumento annunciato da Telecom, lo scorso febbraio, sull’aumento del prezzo delle chiamate a consumo verso i telefoni fissi e i cellulari nazionali dell’offerta VOCE e della linea ISDN, da 10 cent a 20 cent al minuto e uno scatto alla risposta di 20 cent per ogni chiamata, a partire dal 1° aprile, non appare giustificato – scrive l’Agcom – da condizioni economiche generali, quali l’andamento dei prezzi al consumo o l’aumento del potere d’acquisto degli italiani.

Secondo l’Agcom, “ad una prima valutazione e tenuto conto dell’evoluzione delle tariffe all’ingrosso regolate, la modifica dei prezzi della componente di traffico telefonico e la conseguente variazione del rapporto con la componente fissa non corrisponde ad un assolvimento degli obblighi di fornitura del servizio universale in modo efficiente rispetto ai costi; inoltre, la variazione delle tariffe a consumo – incidendo anche sulle categorie di utenti che attualmente fruiscono, in ragione delle loro condizioni reddituali, delle agevolazioni sul canone di abbonamento – potrebbe comportare il rischio di esclusione di tali categorie dall’accesso alla rete e ai servizi ricompresi nel servizio universale”.

L’Agcom ha inoltre avviato, ai sensi degli articoli 53, comma 2 e 59 del Codice, il procedimento per la determinazione del metodo più efficace e adeguato per garantire la fornitura del servizio universale ad un prezzo accessibile nonché per l’eventuale adozione delle misure di cui all’articolo 59.

Per il momento dunque la Telecom è diffidata dal porre in essere l’aumento annunciato sulle condizioni contrattuali per la telefonia fissa a consumo. La società avrà trenta giorni di tempo per presentare memorie e documenti per replicare alla delibera dell’Agcom.

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