Aids. Ogni anno quasi 4000 diagnosi da Hiv ma migliorano le terapie

Milano, 3 dicembre 2015 – Ogni anno in Italia si registrano dai 3500 ai 4000 nuovi casi da Hiv, e i più colpiti sono ancora i giovani tra i 25 e i 29 anni (di cui l’84% non usa il preservativo) ma una delle cause più frequenti del contagio è che il 70% dei sieropositivi ignora di esserlo finché non viene diagnosticata l’Aids.

[easy_ad_inject_1]Pur rimanendo stabile il numero di infezioni da Hiv, come quello dei casi di Aids, sono dati davvero allarmanti quelli diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità in occasione della Giornata Mondiale dell’Aids che si è celebrata il 1° dicembre. Occorre, dicono gli esperti, fare più prevenzione e informazione per poter abbattere questa piaga mondiale.

Nel 2014 in Italia 3.695 persone hanno scoperto di essere HIV positive, con un’incidenza di 6,1 nuovi casi di sieropositività ogni 100 mila residenti. E’ quanto emerge dalla fotografia scattata dal Centro Operativo AIDS (COA) dell’Istituto Superiore di Sanità che pubblica annualmente un fascicolo del Notiziario dell’ISS dedicato all’aggiornamento dei due flussi di sorveglianza: quello delle nuove diagnosi di HIV e quello dei casi di AIDS.

“Dobbiamo ringraziare l’Istituto Superiore di Sanità per aver divulgato questi dati e focalizzato l’attenzione su questo argomento. Negli ultimi anni si è abbassata la guardia sul tema dell’AIDS, fenomeno dovuto in parte grazie all’innovazione medica scientifica che fortunatamente permette di tenere sotto controllo più a lungo il virus, ma anche perché se ne parla meno, salvo in giornate dedicate come quella di oggi”

ha detto il Professor Francesco De Seta, ricercatore presso l’Istituto di Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Università di Trieste e componente della SIC (Società Italiana della Contraccezione).

L’esperto sottolinea come siano necessarie più campagne informative su questo tema, ma in questo momento – dice – bisognerebbe sensibilizzare la popolazione anche sulle altre infezioni sessualmente trasmesse quali clamidia, herpes, trichomonas, sifilide, ecc, malattie che rappresentano dei fattori predisponenti anche al virus dell’HIV e che vedono delle recrudescenze importanti.

“Proprio per questo l’arma più efficace è proprio la corretta e costante informazione sull’educazione sessuale. Sarebbe auspicabile parlarne già a scuola per aiutare i giovani ad affrontare la propria sessualità in maniera serena e sicura e regalare alla società degli adulti senza pregiudizi e senza timori”

conclude il Professor De Seta.

Grazie alla ricerca degli specialisti, negli ultimi anni le terapie che tengono a bada l’HIV sono migliorate, con una soppressione virale costante ed efficace. Tuttavia la ricerca di base non è più attiva come negli anni precedenti, probabilmente per dedicare attenzione ad altre tematiche, soprattutto per le terapie per la cura dell’epatite C. C’è ancora il grande problema della prevenzione: si parla sempre meno sia di HIV che di tutte le altre infezioni sessualmente trasmissibili. Bisogna promuovere l’informazione e esortare all’uso del preservativo come strumento più efficace di prevenzione.

Autore: Vincent Dimaggio

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