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Aids. Scoperto SERINC5, un potente inibitore naturale contro Hiv. Quattrone: successo epocale

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Trento, 2 ottobre 2015 – La scoperta di SERINC5, un potente inibitore naturale contro il virus Hiv, suggerisce una nuova prospettiva nella lotta contro l’AIDS. La proteina cellulare SERINC5, scoperta da un gruppo di ricercatori del Centro per la Biologia Integrata (CIBIO) dell’Università di Trento guidati da Massimo Pizzato, sarebbe in grado di bloccare la diffusione del virus dell’Hiv e altri virus simili.

[easy_ad_inject_1]Il team, guidato da Massimo Pizzato, apre dunque nuove strade nella ricerca di una cura per l’Aids, una malattia per la quale a 35 anni dall’identificazione del virus responsabile non è stata ancora trovata una cura né un vaccino in grado di contrastarla efficacemente.

“Questo successo, davvero epocale, di Massimo Pizzato e del suo gruppo è stato reso possibile da una efficiente implementazione presso il centro di nuove tecnologie per la lettura dei genomi, il che conferma quanto il continuo aggiornamento tecnologico sia l’unico modo per stare al passo in un campo ipercompetitivo come quello della ricerca biomedica. Dopo anni di importanti investimenti possiamo dire che l’Università di Trento, per questo e per altri contributi, è riconosciuta a livello mondiale nello studio delle malattie”

commenta Alessandro Quattrone, direttore del CIBIO di Trento.

Secondo i risultati della ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Nature, SERINC5 sarebbe un potente inibitore naturale dell’infezione virale, capace dunque di neutralizzare non solo il virus Hiv ed altri virus simili.

I virus, spiegano i ricercatori, sono capaci di infettare le cellule grazie alla loro abilità di eludere questa difesa naturale, fino ad oggi rimasta sconosciuta. La capacità del virus Hiv di causare l’Aids nelle persone sieropositive dipende dalla presenza di Nef, un suo componente che rende l’Hiv molto infettivo.

Dallo studio è emerso però che Nef agisce in modo tale da permettere al virus dell’Hiv di eludere l’attività antivirale proprio dell’inibitore naturale SERINC5, rendendo il virus molto più aggressivo.

“Quando una cellula è infettata con HIV inizia a produrre nuovo virus necessario per disseminare l’infezione a tutto l’organismo. SERINC5 è situata sulla superficie delle cellule e attende che il virus esca da queste per inserisi in esso e renderlo incapace di infettare nuove cellule. L’infezione così non si può propagare. Tuttavia, nella continua guerra ingaggiata con le cellule, i virus hanno compiuto un passo in più, vincendo per ora la battaglia. Infatti, con la sua proteina Nef, HIV ha acquisito la capacità di rimuovere SERINC5 dalla superficie della cellula eludendo la sua azione antivirale”

spiega Massimo Pizzato, che ha guidato il gruppo di ricercatori al CIBIO di Trento.

Questa scoperta – afferma Pizzato – ha portato alla luce un tallone di Achille del virus Hiv.

“SERINC5 è un agente estremamente potente. Stiamo ora lavorando per renderlo invisibile ad HIV e quindi per generare una difesa che il virus non possa più eludere. A quel punto avremo compiuto noi un passo fondamentale più avanti del virus”

dichiara Massimo Pizzato in una nota dell’Università di Trento.

La ricerca è il risultato di un lungo lavoro guidato dal gruppo di ricerca “Virus-Cell interaction” dell’Università di Trento, che oltre a Massimo Pizzato ha visto la collaborazione di Annachiara Rosa, Ajit Chande e Serena Ziglio, con l’apporto del “Laboratory of Biomolecular Sequence and Structure Analysis for Health”, laboratorio condiviso fra CIBIO, Fondazione Bruno Kessler e CNR, e di Federico Andrea Santoni dell’Università Ginevra.

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Vincent Dimaggio
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