Aids. Super anticorpo contro l’Hiv: risultati positivi da terapia sperimentale

hiv Aids

New York, 10 aprile 2015 – Un nuovo trattamento pionieristico che utilizza un super anticorpo per attaccare il virus dell’Hiv e ne riduce la presenza nel sangue fino a 300 volte. Questo è l’entusiasmante risultato ottenuto da un team di scienziati americani che hanno fatto un altro passo avanti nella lotta contro l’Aids. La terapia sperimentale è stata testata su 17 pazienti sieropositivi a cui sono state infuse alte dosi di un anticorpo che si è rivelato in grado di abbassare significativamente i livelli del virus Hiv.

La sperimentazione clinica, condotta dai ricercatori della Rockefeller University di New York, è stata la prima nel suo genere che ha permesso l’infusione nel sangue dell’uomo di un anticorpo, una molecola chiamata 3BNC117, che può combattere l’80% dei ceppi di HIV. In otto pazienti trattati con la dose più alta di anticorpi, la quantità di Hiv nel loro sangue è scesa fino a 300 volte senza effetti collaterali apparenti.

[easy_ad_inject_1]I pazienti sono stati monitorati per 56 giorni dopo la somministrazione della terapia. I risultati ottenuti sono davvero entusiasmanti, anche perché finora non erano mai stata sperimentata una terapia del genere sull’uomo ma solo su cavie da laboratorio. In pratica, l’anticorpo 3BNC117, dopo l’infusione nel sangue, agisce attaccandosi al principale recettore con cui il virus Hiv si lega alle cellule umane per infettarle, riducendone la sua concentrazione nel sangue dei pazienti sieropositivi.

I ricercatori, guidati da Michel Nussenzweig, spiegano che i pazienti affetti da HIV e le persone non infette con il virus hanno ricevuto una singola infusione endovenosa del super anticorpo. Gli scienziati sottolineano che la terapia avrebbe dovuto includere anche altri anticorpi, o essere somministrata insieme a farmaci antiretrovirali, per tenere sotto controllo le infezioni da HIV.

“Il virus è molto intelligente, muta rapidamente, e, dopo un certo periodo di tempo svilupperà la resistenza ai farmaci e agli anticorpi immunizzanti. Il modo per aggirare questo ostacolo è quello di utilizzare più di un anticorpo, ce ne potrebbero servire almeno due o tre, ed è qualcosa a cui stiamo già lavorando”

ha detto Sarah Schlesinger, co-autore dello studio.

Di conseguenza, è improbabile che solo un unico anticorpo potrebbe trattare le persone con l’HIV, spiega l’autore principale dello studio, Michel Nussenzweig, un medico di malattie infettive e immunologo presso la Rockefeller University di New York.

“Le terapie – aggiunge Nussenzweig – dovrebbero utilizzare più combinazioni di anticorpi”.

Il team di Nussenzweig ha prodotto già un secondo anticorpo contro l’HIV che sarà sperimentato da solo e in combinazione con la molecola 3BNC117, nel corso di quest’anno. Oltre alla prospettiva di una terapia con anticorpi, la ricerca pone l’accento anche sulla possibilità di un vaccino contro l’HIV che potrebbe impedire che il virus prenda piede nei pazienti che sono ad esso esposti.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati su Nature.

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