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Al via i saldi invernali 2016. Calendario e consigli per tutelarsi da brutte sorprese

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Roma, 2 gennaio 2015 – Nonostante l’inverno mite già si pensa ai tanto agognati e desiderati saldi invernali, l’occasione importante per rinnovare il guardaroba e risparmiare soldi.

[easy_ad_inject_1] Secondo Confcommercio si parte con i saldi oggi in Basilicata, Campania, Sicilia e Valle d’Aosta oggi 2 gennaio e poi il 5 gennaio in tutte le altre Regioni.
La spesa media prevista è di 346 euro a famiglia (+3% rispetto all’anno scorso) e i consumatori che approfitteranno dei saldi sarà in aumento: il 55% dei consumatori contro il 51% del 2015.

Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Italia–Confcommercio, dichiara attraverso una nota: “i saldi sono occasioni importanti per i consumatori a caccia dell’affare. Per gli operatori commerciali sono fondamentali più per dare continuità a quei piccoli – quasi impercettibili – segnali di ripresa, che per le loro casse. Con questo tipo di vendita, aumentano i ricavi, ma diminuiscono i margini. Le nostre stime sulle vendite in saldo prevedono una crescita media del 3%. Servono ora segnali forti e politiche di sostegno e rilancio dei consumi nei negozi che stanno abbandonando le vie dei nostri centri. Il clima è diventato sempre più mite dal punto di vista metereologico, ma non così clemente nei confronti degli operatori commerciali che hanno visto ridurre fortemente le vendite di capi più pesanti e di calzature ed accessori di stagione. Anche per questo siamo sempre più determinati a chiedere lo spostamento dei prossimi saldi ad effettiva fine stagione, almeno a fine gennaio, scelta confermata da circa l’80% delle aziende del settore”.

Ma cosa compreranno gli italiani? Un’indagine Confcommercio e Format Research rivela che le A”preferenze vanno, come da tradizione, ai capi di abbigliamento (94,1), calzature (72,8), accessori (30,7) e biancheria intima (26,4). In leggera flessione gli articoli sportivi (17,7) e i prodotti di pelletteria (17,5). Attendono i saldi per acquistare qualsiasi tipo di prodotto soprattutto le donne, i consumatori in età superiore ai 45 anni, residenti nelle grandi aree metropolitane e nelle regioni del Mezzogiorno, le famiglie. G

li italiani stanno ricominciando a dare maggiore importanza alla qualità dei prodotti rispetto al prezzo. Attribuiscono maggiore importanza al prezzo soprattutto gli uomini in età avanzata, residenti nelle regioni del Mezzogiorno e nelle grandi aree metropolitane, in possesso di un titolo di studio medio/basso. Aumenta significativamente la percentuale dei consumatori che si sente tutelata acquistando a saldo (dal 62,1% dei saldi di gennaio 2015 al 65%). In lieve diminuzione quanti ritengono che acquistare presso i siti internet sia più conveniente piuttosto che non l’acquisto nei punti di vendita tradizionali. Aumenta leggermente la percentuale delle imprese che si attende un aumento delle visite in occasione dei saldi di gennaio 2016. La stragrande maggioranza delle imprese è contraria alla liberalizzazione dei saldi e delle vendite promozionali. Quasi il 73% ritiene che le promozioni libere prima dei saldi danneggerebbero le vendite del mese di dicembre. Quasi quattro imprese del commercio al dettaglio su cinque si dichiarano d’accordo con la proposta di posticipare la data di avvio dei saldi invernali alla fine di gennaio.”

I Consigli
Ovviamente i consigli offerti dalle associazioni di consumatori anche quest’anno sono quelli di porre attenzione al prezzo esposto prima dell’inizio dei saldi: è questo infatti il primo vero parametro per capire se il prezzo che risulterà sul cartellino è veramente stato scontato e di quanto.

Con lo smartphone è consigliabile fare uno scatto del prezzo prima dei saldi invernali. Rivolgersi al proprio negozio di fiducia è sempre cosa buona anche perché il rapporto instaurato (di fiducia appunto) spesso preserva da brutte sorprese.

Nel caso la merce comprata in saldo dovesse essere difettosa il commerciante è tenuto a cambiarla: è fondamentale in questo caso conservare lo scontrino che attesta l’acquisto.
Nel caso ritenere di essere stati truffati potete segnalare il caso ai vigili urbani.

Di seguito un vademecum offerto dal Comune di Roma.

ARTICOLI OGGETTO DI SALDI: l’art 15 del d.lgs 114/98 prevede che possono essere oggetto di saldi solo i prodotti di carattere stagionale o moda, che potrebbero avere un notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Possono essere oggetto di saldi solo le merci appartenenti alla merceologia dell’abbigliamento ed accessori, biancheria intima, calzature, pelletteria e valigeria, articoli sportivi, articoli di elettronica, le confezioni e i prodotti tipici.

I prodotti venduti in saldo non dovranno essere solo esenti da vizi e difetti di qualsiasi tipo, ma dovranno anche essere “conformi” agli annunci pubblicitari che li riguardano.

PREZZI: Lo sconto deve essere espresso in percentuale e sul cartellino deve essere indicato sia il prezzo originario di vendita sia quello derivante dall’applicazione dello sconto (art. 15 D.lgs 114/98). Nel negozio può essere venduta anche merce non in saldo e, comunque i prodotti in saldo dovrebbero essere ben separati da quelli non scontati al fine di evitare possibili confusioni tra prodotti in sconto e prodotti a prezzo pieno.

Il venditore è tenuto ad applicare lo sconto dichiarato; se alla cassa viene praticato un prezzo o uno sconto diverso da quello indicato, sarà bene comunicarlo al negoziante e non esitare, in caso di difficoltà, a contattare l’ufficio di Polizia Municipale del Comune.

I negozianti convenzionati con una carta di credito sono tenuti ad accettarla anche nel periodo dei saldi. Se rifiutano il pagamento con la carta o richiedono per l’utilizzo un prezzo più elevato, sarà bene rappresentarlo alla società che ha emesso la carta.

PROVE
Non è un obbligo consentire la prova dei capi, questa possibilità è rimessa alla discrezionalità del commerciante. Quando è possibile, sempre meglio provare l’articolo scelto. In ogni caso, diffidate dei capi che non possono essere provati.

CAMBI
Ricordate che, in assenza di difetti, la possibilità di cambiare il capo o il prodotto non è imposta dalla legge, né durante i saldi né durante le vendite normali, ma è rimessa alla discrezionalità del commerciante. Se si è incerti sull’acquisto sarà utile chiedere al negoziante la possibilità di effettuare un cambio e il limite di tempo per farlo.

GARANZIE Conservate sempre lo scontrino, perché se un difetto si palesa dopo l’acquisto, la legge garantisce all’acquirente il diritto di cambiare la merce difettosa anche nel periodo dei saldi. Il d.lgs 24/2002 (assorbito dal Codice del Consumo) ha infatti introdotto nel Libro IV del Codice Civile (in materia di obbligazioni) nuovi articoli (da 1519-bis a 1519-nonies), in base ai quali ogni bene acquistato da un consumatore per uso proprio e della propria famiglia, gode di una garanzia piena ed assoluta di due anni, e di almeno un anno quando si tratta di un bene usato.

Il venditore è obbligato per legge a fornire questa garanzia e, quindi è obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se non è possibile la sostituzione, il cliente avrà diritto di scegliere se richiedere la riparazione del bene senza alcuna spesa accessoria, una riduzione proporzionale del prezzo o addirittura la risoluzione del contratto.

Ovviamente il rimedio scelto non deve essere oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso per il venditore (art. 1519).
In base all’art. 1519-sexsies del Codice Civile la garanzia si può far valere entro due anni dall’acquisto, occorre quindi non solo conservare gli scontrini ma anche fare attenzione a quelli di carta chimica, che sbiadiscono dopo qualche mese. Sarebbe opportuno fotocopiarli per poterli esibire al momento opportuno.

L’art. 1495 c.c. poneva uno stretto limite temporale per la denuncia dei difetti, stabilendo che il cliente dovesse comunicarli al venditore entro otto giorni dalla scoperta. Il d.lgs n. 24/2002 ha ampliato questo termine stabilendo invece che il consumatore debba denunciare al venditore il difetto di conformità entro due mesi dalla data in cui ha scoperto il difetto. Nel caso in cui il negoziante non voglia adempiere ai propri doveri od il produttore richieda la
compensazione delle spese di riparazioni sostenendo che la garanzia non copre il difetto riscontrato, ma al contempo,non sia in grado di dimostrare puntualmente le proprie dichiarazioni, per risolvere il problema ci si può rivolgere al Giudice di Pace del tribunale più vicino, o chiedere consiglio all’Amministrazione Comunale.

Vincent Dimaggio
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