Salute. Allarme Coldiretti: più di un italiano su due consuma cibo scaduto

Roma, 20 ottobre 2015 – Più di un italiano su due mangia cibi scaduti. La maggioranza degli italiani, ben il 55%, consuma cibo scaduto, cioè alimenti che superano, a volte anche di molto, la data di scadenza indicata sul prodotto. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti che mette in guardia dai rischi che si corrono per la salute quando ci si mette a tavola e si consumano cibi, a volte anche andati a male o che ormai non sanno più di niente oltre a non contenere più nutrienti.

[easy_ad_inject_1]Dall’analisi della Coldiretti, basata sui dati Eurobarometro di settembre 2015 dai quali è emerso che più di un italiano su due mangia cibi scaduti, solo il 32% degli italiani butta il cibo scaduto facendo attenzione alla data di scadenza indicata sul prodotto, mentre l’11% decide a seconda del tipo di alimento se consumarlo o buttarlo.

“In particolare nel caso degli spaghetti che sono il piatto più tradizionale degli italiani la percentuale degli italiani che li buttano nel bidone scende al 30% mentre la stragrande maggioranza del 70% li porta in tavola dopo averne verificato le condizioni”

precisa la Coldiretti.

Secondo la Coldiretti, oltre a motivi spesso economici che in periodi di crisi portano a queste scelte, sarebbero frasi indicate sulle etichette del tipo “da consumare preferibilmente entro il…” o “da consumarsi entro…” a guidare il comportamento degli italiani che consumano cibo oltre la scadenza indicata sul prodotto.

“La dicitura ‘da consumarsi entro…’ è la data entro cui il prodotto deve essere consumato ed anche il termine oltre il quale un alimento non può più essere posto in commercio. Tale data di consumo non deve essere superata altrimenti ci si può esporre a rischi importanti per la salute. Si applica ai prodotti preconfezionati, rapidamente deperibili come il latte fresco e le uova. E’ indicata dal giorno, il mese ed eventualmente l’anno e vale indicativamente per tutti i prodotti con una durabilità non superiore a 30 giorni”

chiarisce la Coldiretti.

Per quanto riguarda, invece, la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro…” bisogna sapere che sta ad indicare la data fino alla quale l’alimento conserva le organolettiche e gustative, o nutrizionali senza comportare rischi per la salute qualora venga consumato dopo la data di scadenza indicata. Si precisa però che più ci si allontana da quella data. cioè dal termine minimo di conservazione (TMC) e più scade la qualità del prodotto fino ad arrivare al punto che non sa più di niente.

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Autore: Vincent Dimaggio

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