Allarme morso zecche: 7 ricoveri a Belluno. Simit: “meningoencefalite può essere letale”

Gli esperti della Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali (Simit) raccomandano attenzione al morso di zecche soprattutto dopo l’allarme Tbe scattato in provincia di Belluno dove sette persone sono state ricoverate all’ospedale San Martino per encefalite da morso di zecca.

Secondo gli esperti il morso di zecche spesso non si avverte e può provocare la meningoencefalite da zecche, o primaverile-estiva, una malattia virale del sistema nervoso centrale molto diffusa nel Nord Est italiano che può provocare danni permanenti, fino alla paralisi o, in casi rari, la morte.

E’ necessario dunque fare molta attenzione quando si sceglie di passeggiare nei boschi. E’ quello uno dei luoghi dove si può essere vittima di un morso di zecche e poter contrarre la meningoencefalite che nel 70-90% dei casi decorre in maniera asintomatica mentre in un 2% può essere addirittura letale.

Una volta morsi ci può essere un periodo di incubazione variabile da soggetto a soggetto, poi si può avvertire un malessere simile ad una influenza seguito da un periodo di relativo benessere della durata di 7-10 giorni. Poi la malattia vera e propria.

Il morso della zecca può non essere avvertito grazie ad una sostanza presente nella saliva dell’animale che agisce come anestetico.

Ermenegildo Francavilla, Direttore Unità Operativa di Malattie Infettive Ospedale di Belluno e membro Simit spiega che la diagnosi, per questa ragione, può tardare e, nel caso si avvertano i primi sintomi, è necessario informare il medico “sui viaggi fatti nel mese precedente la comparsa dei sintomi, così che il medico abbia tutti gli strumenti per diagnosticare la patologia.

L’encefalite da morso di zecca “esiste e non va sottovalutata. Ma si può prevenire con il vaccino. Occorre sensibilizzare non soltanto le persone, ma anche il mondo medico, che a volte è incapace di riconoscere queste patologie in quanto ritenute improbabili. Anche il morso potrebbe non essere avvertito: più della metà dei malati ha scoperto di poter essere infettato soltanto dopo analisi approfondite”.

Il consiglio. “Attualmente è soprattutto il Nord Est italiano ad essere interessato – spiega ancora Francavilla a la Repubblica- . I primi casi furono descritti in Toscana nel 1975, successivamente nel 1992 in Trentino e infine nella provincia di Belluno nel 1994. Altri focolai sono stati descritti in Friuli e nel 2003 nella provincia di Treviso. Questa patologia potrebbe però essere presente anche in altre aree geografiche, soprattutto quelle montane: è quindi opportuno che i medici di base e il personale sanitario tutto tengano conto di questa possibilità”.

I dati di morsi di zecche nella provincia di Belluno – Secondo quanto rivela il Corriere, dal 1994 ad oggi sono 194 i casi segnalati nella zona, ovvero poco meno della metà di quelli registrati sull’intero territorio nazionale.

Autore: Donato Paolino

Le mie ultime notizie. Sono un news blogger appassionato di notizie e sono l'autore di questo sito web. Dal 2001 ho collaborato con numerosi siti di divulgazione e informazione sia generalista che di settore.. Per qualsiasi informazione o se vuoi aiutarmi a far crescere questo sito contattami su notizie@notiziefree.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *