Allarme Oms carni rosse e trasformate cancerogene, Coldiretti: carne italiana, la più sana

Roma, 28 ottobre 2015 – L’allarme lanciato dall’Oms sul consumo di carni rosse e trasformate sta ceando degli allarmismi immotivati. Lo ha detto il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, dichiarando che “i falsi allarmi lanciati sulla carne mettono a rischio 180mila posti di lavoro in un settore chiave del Made in Italy a tavola, che vale da solo 32 miliardi di euro, un quinto dell’intero agroalimentare tricolore”.

[easy_ad_inject_1]Sta facendo molto discutere l’allarme tumori lanciato dall’Oms nei giorni scorsi su carni rose e trasformate, alimenti che sarebbero cancerogeni, mettendo sotto accusa in particolare alimenti come hot dog e bacon che non fanno certo parte della nostra cultura.

Le carni italiani sono tra le più buone al mondo, sono più sane, perché magre, non trattate con ormoni, a differenza di quelle americane, e ottenute nel rispetto di rigidi disciplinari di produzione “Doc” che assicurano il benessere e la qualità dell’alimentazione degli animali.

Anche gli oncologi interpellati spiegano che non c’è da temere in quanto gli italiani non fanno un uso eccessivo delle carni rosse e trasformate. Se, infatti, andiamo a dare uno sguardo alla piramide alimentare, vediamo che all’apice vi sono appunto le carni rosse, da sempre consigliate in dosi minime.

Nella dieta mediterranea, che tutto il mondo ci invidia, la carne ha un posto al davvero limitato, per quanto è variegata.

“Nel nostro Paese i modelli di consumo della carne si collocano perfettamente all’interno della Dieta Mediterranea che, fondata su una alimentazione basata su prodotti locali, stagionali, freschi, è il segreto alla base dei primati di longevità degli italiani, con 84,6 anni per le donne e i 79,8 anni per gli uomini”

sottolinea Moncalvo.

“La nostra salute non è a rischio. Gli italiani seguono la dieta mediterranea, e quindi gli italiani consumano mediamente meno carne e salumi dei loro vicini europei, e ancora meno rispetto ad americani o australiani. “Le carni dei bovini allevati in Italia presentano livelli di contenuto in grassi di gran lunga inferiore alla media dei paesi europei ed extraeuropei. Confidiamo non si crei un ingiustificato allarmismo che rischia di colpire uno dei settori chiave dell’agroalimentare italiano. Il settore agroalimentare in Italia contribuisce a circa il 10-15% del prodotto interno lordo annuo, con un valore complessivo pari a circa 180 miliardi di euro”

afferma Assocarni.

Va inoltre sottolineato che anche l’Oms affema in modo chiaro nel suo rapporto che è necessario capire quali sono i reali margini di rischio ed entro che dosi e limiti vale la pena di preoccuparsi davvero.

Bisogna comprendere che occorre saper anche interpretare l’allarme lanciato dall’Oms, che è rivolto in particolare alle carni rosse che subiscono una trasformazione e su come vengono cresciuti gli animali. Basti pensare che negli Stati Uniti il consumo di prodotti a base di carne è superiore del 60 per cento a quello dell’Italia e l’utilizzo di ormoni e di altre sostanze atte a favorire la crescita degli animali è considerato del tutto lecito.

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