Allarme tumore al seno: esperti prevedono un aumento del 50% dei casi di cancro entro il 2030

Philadelphia, 23 aprile 2015 – I ricercatori del National Cancer Institute americano prevedono che entro il 2030 le diagnosi di tumore al seno aumenteranno del 50%. Attualmente, il carcinoma mammario è la forma più diffusa di tumore negli Stati Uniti, con quasi 300mila casi registrati nel 2011 che, secondo Philip Rosenberg, ricercatore della divisione di epidemiologia del cancro e genetica del National Cancer Institute, potranno salire fino a 441mila nel 2030. Una vera e propria epidemia che gli esperti si preparano ad affrontare.

[easy_ad_inject_1]Questi risultati di uno studio, a dir poco allarmanti, sono stati presentati nel corso del congresso annuale della American Association for Cancer Research, che si è appena concluso a Philadelphia. Gli esperti, guidati da Rosemberg, sostengono che entro i prossimi 15 anni una donna su otto svilupperà il cancro al seno. Uno dei motivi principali è dovuto al fatto che oggi si vive molto più a lungo. L’aumento dei casi di tumore al seno, spiega l’autore, riguarderà in particolar modo i tumori positivi agli ormoni estrogeni.

“La gestione di questa fardello clinico presenta una sfida enorme”

ha detto Rosemberg secondo il quale nel corso dei prossimi decenni, 40 milioni di donne americane che sono nate tra il 1946 e il 1964 si troveranno ad affrontare rischi elevati di un possibile sviluppo del cancro al seno dopo la menopausa. Altri 56 milioni di donne, la maggior parte delle quali oggi hanno tra i 20 e i 30 anni, saranno esposte ad un elevato rischio di carcinoma mammario in premenopausa.

Con questo studio Rosemberg e il suo team di ricercatori si sono posti l’obiettivo di aiutare la ricerca oncologica a sviluppare una roadmap per ottimizzare le strategie di prevenzione e di trattamento del cancro al seno.

Per lo studio, il team di ricercatori ha utilizzato i dati di sorveglianza nazionale sul cancro dell’NCI Surveillance, Epidemiology, ed End Results Program forniti dal Census Bureau, e hanno utilizzato modelli di previsione matematici per calcolare il numero di casi di cancro al seno negli Stati Uniti dal 2011 fino al 2030. Dai dati ottenuti è emerso, in particolare, che le donne più esposte al tumore al seno saranno quelle di età compresa tra i 70 e gli 84 anni, con un aumento del 35%. Al contrario, la percentuale di tumori al seno nelle donne di età tra 50 e 69 anni dovrebbe diminuire dal 55% al 44%.

Inoltre, il numero dei casi di cancro al seno positivo ai recettori di estrogeni, secondo lo studio, passerà del 19% al 29% entro il 2030. Una buona notizia sarebbe rappresentata dalla previsione di una diminuzione dal 17% a circa il 9% dei casi di tumore al seno “negativi” che non cioè sono alimentati da estrogeni, che sono tra i più difficili da trattare perché non rispondono alla terapia endocrina. Secondo i ricercatori, questo dato positivo potrebbe essere dovuto ad un aumento dell’allattamento al seno e anche al fatto che, oggi, aumentano le donne che ritardano la loro prima gravidanza.

“In sintesi, i nostri risultati suggeriscono che, anche se nel complesso il cancro al seno è destinata ad aumentare, diversi sottotipi di tumore al seno si muovono in direzioni diverse e con diverse traiettorie. Questi modelli distinti all’interno del quadro generale di questa forma tumorale sono la chiave verso nuove opportunità di ricerca che potrebbero portare ad uno screening intelligente e ad un trattamento più efficace”

ha detto Rosemberg durante il suo intervento al meeting.

L’oncologo-epidemiologo del National Cancer Institute ha spiegato che il previsto aumento di tumori al seno riflette tre tendenze: il numero crescente di donne anziane nella popolazione; un aumento dell’aspettativa di vita che consente a più donne di sviluppare il cancro al seno in un certo momento della loro vita; e un chiaro aumento del numero di tumori ricettivi agli estrogeni (noto come tumore al seno ER-positivo). L’ultima tendenza è probabilmente il risultato di cambiamenti di circostanze e di stili di vita, ma il modello di ricerca ha esaminato il numero totale dei casi e non le cause, ha chiarito Rosemberg.

Un ruolo fondamentale è ricoperto in assoluto dalla prevenzione e da una diagnosi precoce e in tutto questo la mammografia rimane un importante esame diagnostico a cui ogni donna dovrebbe sottoporsi periodicamente.
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Autore: Vincent Dimaggio

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