Allarme virus Zika. Simit: massima allerta per bambini, un caso su 4 asintomatico

Firenze, 26 gennaio 2016 – L’allarme virus Zika è arrivato anche in Italia. Mentre salgono a quattro i casi registrati nel nostro Paese cresce l’attenzione verso questa malattia, che nel 25% dei casi non presenta sintomi. Dopo aver colpito duramente il Brasile e in totale 22 Paesi in tutto il centro e sud America, il virus Zika si è diffuso in altre nazioni, seppur con focolai circoscritti, come Egitto, Thailandia, Vietnam, Malesia, Filippine, Uganda e Sierra Leone, raggiungendo anche l’Europa, Italia compresa.

“La malattia nel 25% decorre in maniera asintomatica, nella maggior parte dei casi la sintomatologia è lieve manifestandosi con febbricola, esantema, congiuntivite. Al momento il problema più importante è che sembra che ci siano bambini, nati da donne che hanno avuto l’infezione durante la gravidanza, che hanno presentato una microcefalia. L’allerta di oggi infatti è successiva alle raccomandazioni dei CDC americani che consigliano alle donne che desiderano avere un figlio di non visitare quei paesi o di posporre il viaggio”

spiega Antonio Chirianni, Presidente della SIMIT, Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali, Direttore Dipartimento Malattie Infettive ed Urgenze Infettivologiche presso l’Azienda Ospedaliera Ospedali dei Colli “Monaldi-Cotugno-CTO” Napoli.

Gli esperti raccomandano che chiunque, al rientro da zone endemiche, presenti febbre nelle due settimane successive deve rivolgersi ad un centro specializzato. In particolare si consiglia a chi in questo periodo si reca nelle zone dove il virus Zika sta colpendo, di coprirsi in modo opportuno per evitare punture di zanzare coprendo quanta più superficie del corpo possibile, evitando di esporsi in particolare al tramonto, usando repellenti e dove richiesto anche utilizzando tende.

Il virus Zika Viene trasmesso da numerose zanzare del genere Aedes, in particolare dalla Aedes Aegypti e dalla Aedes Albopictus (la zanzara della febbre gialla e la zanzara tigre). Contro questo virus ad oggi non esiste alcun vaccino e di per sé la malattia non comporta rischi per chi sviluppa l’infezione, ma è molto pericolosa per i bambini e per le donne in gravidanza. I bambini nati da donne che hanno avuto l’infezione hanno presentato una microcefalia.

La microcefalia è una malformazione neurologica nella quale la circonferenza del cranio è notevolmente più piccola della media per età e sesso. Di solito questa condizione non comporta problemi a livello cognitivo, tuttavia in alcuni casi può causare un grave ritardo mentale, epilessia, paralisi degli arti e atassia.

La malformazione, solitamente, si sviluppa durante la gravidanza o può svilupparsi nei primi anni di vita per anomalie genetiche, ma può anche manifestarsi per cause non genetiche, come infezioni virali, carenza di ossigeno fetale, esposizione a farmaci e alcol.

In tutto il Brasile, nel 2015, i casi di microcefalia sono stati in totale 2.782, con 40 decessi, contro i 147 casi del 2014 e i 167 del 2013. Una vera e propria epidemia che le autorità brasiliane stanno cercando di affrontare con tutti i mezzi possibili per evitare ulteriori casi.

Il virus Zika fa parte della famiglia di virus Flaviviridae, del genere Flavivirus, e fu scoperto per la prima volta nel 1947, nelle scimmie della foresta di Zika, in Uganda, e nel 1968 fu isolato per la prima volta in esseri umani in Nigeria.

Il virus è ritenuto responsabile della trasmissione di malattie come la dengue, la chikungunya, la microcefalia, la febbre gialla, l’encefalite del Nilo occidentale e l’encefalite giapponese, tutte malattie causate da virus membri della famiglia dei virus Flaviviridae.

 

Autore: Vincent Dimaggio

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