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Alzheimer. Uno spray nasale all’insulina migliora la memoria

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Washington (USA), 25 agosto 2015 – Dall’insulina un aiuto per combattere la malattia di Alzheimer. Un team di ricercatori americani ha sviluppato uno “spray” nasale all’insulina per combattere i sintomi dell’Alzheimer. Dalla ricerca sarebbe emerso, infatti, che iniettare insulina nel cervello direttamente dal naso aiuterebbe a ridurre la perdita di memoria con effetti duraturi nel tempo.

[easy_ad_inject_1]I ricercatori della University of Washington School of Medicine, Veteran Administration Puget Sound e Saint Louis University, negli Stati Uniti, hanno scoperto che l’insulina iniettata nella cavità nasale va a colpire efficacemente le zone del cervello danneggiate dalla malattia migliorando la memoria dei pazienti con effetti duraturi.

Dallo studio è inoltre emerso che con questo metodo di somministrazione dell’insulina non vi sarebbe alcun rischio che l'”ormone del diabete” finisca nel sangue. Una delle principali preoccupazioni nella comunità medica era proprio il fatto che la somministrazione di insulina intranasale potesse abbassare i livelli di zucchero nel sangue.

Per lo studio, i ricercatori hanno utilizzato un modello di cavie che con l’andare avanti dell’età (8-12 mesi) sviluppano problemi di memoria e di apprendimento, sintomi comuni della demenza e dell’Alzheimer. Nel corso della sperimentazione, i ricercatori hanno osservato che già dopo una singola dose di insulina iniettata per via nasale, i topi riuscivano a ricordare gli oggetti visti in precedenza, rispetto alle cavie a cui non era stato somministrato il farmaco.

“Prima di questo studio, c’erano pochissime prove su come l’insulina entrasse nel cervello e dove andasse a finire. Ora, abbiamo dimostrato che l’insulina va a zone in cui speravamo andasse”

ha detto William Banks, professore di medicina interna e geriatria presso la University of Washington, nonché autore principale dello studio.

I ricercatori sottolineano come la malattia di Alzheimer e altre forme simili di demenza, sono diventati uno dei più gravi oneri socio-economici e medici che influenzano la società moderna. Si stima che 44 milioni di persone nel mondo soffrono di Alzheimer o di un’altra forma di demenza e, con l’invecchiamento della popolazione, questo numero è destinato a raddoppiare entro il 2030.

Grazie a questi nuovi risultati ottenuti la ricerca per contrastare lo sviluppo dell’Alzheimer ha certamente fatto un altro passo in avanti.

I risultati della ricerca, realizzata grazie ad una sovvenzione di mezzo milione di dollari da parte del National Institutes of Health, sono stati pubblicati sul Journal of Alzheimer.

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Vincent Dimaggio
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