Analisi del sangue passate al “setaccio” hi-tech per scoprire prima i tumori. Fabio Del Ben: tra due anni nei centri oncologici

Austin, Texas (USA), 5 agosto 2015 – Un’analisi del sangue eseguita in soli 40 minuti basterà a far scoprire prima se nel corpo si sta sviluppando e crescendo un tumore, individuando le cellule tumorali che circolano nel sangue. E’ il risultato raggiunto dagli ideatori di un dispositivo hi-tech, un “setaccio” che presto permetterà la diagnosi precoce di metastasi e aprirà la strada a nuove cure personalizzate.

[easy_ad_inject_1]Il dispositivo tecnologico è stato sviluppato da un gruppo di ricercatori italiani, tra i quasi 4.000 presenti all’evento mondiale NI Week di Austin, in Texas, grazie ad una piattaforma di National Instruments. L’idea per la creazione di questo nuovo dispositivo tecnologico per la diagnostica tumorale è nata da un progetto del professore Giacinto Scoles con la collaborazione di due medici, Fabio Del Ben e Matteo Turetta, e del professore Wilhelm Huck. L’obiettivo del progetto era lo studio delle cellule tumorali per lo sviluppo di terapie oncologiche mirate.

Il particolare “setaccio” agisce sezionando il sangue in goccioline microscopiche alla ricerca di “rifiuti” (acido lattico) prodotti dal metabolismo alterato della cellula tumorale, contribuendo a far scoprire prima la presenza di una neoplasia.

“Il nostro dispositivo è in grado di trovare le cellule rilasciate in circolo dal tumore semplicemente analizzando una provetta di sangue in 40 minuti. Quando le cellule impazziscono consumano grandi quantità di ossigeno e glucosio, producendo acido lattico. Questo rifiuto, una volta riversato all’esterno, determina un piccolo abbassamento del pH dell’ambiente circostante, ed è proprio questa variazione di acidità che noi andiamo a cercare in ogni singola goccia di sangue”

ha spiegato Fabio Del Ben, esperto di medicina rigenerativa all’Università di Trieste e co-fondatore della start-up Cytofind Diagnostics che sta sviluppando il prototipo.

I primi test eseguiti in laboratorio hanno dimostrato che il dispositivo è efficace nel diagnosticare diverse forme tumorali, come il tumore al seno, quello al colon, allo stomaco fino al tumore cerebrale più temuto, il glioblastoma. Rispetto agli attuali strumenti diagnostici, il setaccio hi-tech ha costi molto più bassi.

Gli inventori del dispositivo tecnologico hanno già ottenuto il brevetto e ora intendono continuare a perfezionare il “setaccio” hi-tech in modo che si arrivi quanto prima a poterlo utilizzare per la diagnosi precoce dei tumori.

“Pensiamo che nel giro di un paio di anni la nostra tecnologia potrebbe già essere introdotta sperimentalmente nei centri oncologici più avanzati mentre dovremo forse aspettare qualche anno in più perché diventi una tecnica diagnostica usata di routine”

ha detto Fabio Del Ben.

“Analizzare le cellule tumorali è importante per vari motivi: predicono la comparsa di metastasi, informano il clinico sull’efficacia della terapia e soprattutto possono indicare quale terapia utilizzare. Studiare queste cellule potrebbe portare alla creazione di una medicina personalizzata e mirata al singolo paziente. Inoltre, per condurre l’indagine è sufficiente un semplice prelievo di sangue, senza dover ricorrere alla biopsia”

spiega Fabio Del Ben.

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Autore: Vincent Dimaggio

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