Anoressia. Una proposta di legge per combatterla con il trattamento nutrizionale obbligatorio

Roma, 19 maggio 2015 – L’anoressia, così come altri disturbi del comportamento alimentare, quali la bulimia nervosa e il disturbo da alimentazione incontrollata, sono patologie in forte ascesa in Italia che vanno trattate con la dovuta assistenza medica assicurata da leggi efficaci nel combatterle, contribuendo, in tal modo, a salvare vite umane, e il Servizio Sanitario Nazionale dovrebbe necessariamente farsene carico.

[easy_ad_inject_1]E’ proprio questo l’obiettivo che si pone la proposta di legge presentata alla Camera dei Deputati dall’onorevole Sara Moretto del Pd, cioè “rendere possibile il trattamento sanitario obbligatorio per fare fronte alla necessità di trattamenti salvavita a fronte di complicanze organiche che siano la conseguenza diretta di disturbi del comportamento alimentare (DCA) e che vengono rifiutati a causa della patologia psichiatrica in atto. Viene prevista l’individuazione dei servizi psichiatrici di diagnosi e cura che, in ciascuna regione, siano delegati a questa forma di trattamenti e si specifica che i ricoveri vengano gestiti da una équipe multiprofessionale che comprendono almeno psichiatri, esperti in nutrizione clinica e pediatri” (si legge nel testo).

Nella proposta di legge si sottolinea come l’attuale normativa in materia di disturbi del comportamento alimentare prevede l’erogazione di cure in regime di trattamento sanitario obbligatorio solo se esistano alterazioni psichiche tali da richiedere urgenti interventi terapeutici, se gli stessi non vengano accettati dal paziente e se non vi siano le condizioni e le circostanze che consentano di adottare tempestive e idonee misure sanitarie extraospedaliere.

Un punto dolente della legge n. 833 del 23 dicembre 1978, in materia di accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori per la cura di gravi disturbi del comportamento alimentare, riguarda la mancanza di disposizioni relative alla necessità di obbligatorietà dei trattamenti nutrizionali. Si tratta di un vuoto normativo che va colmato quanto prima.

“Il TSO per i pazienti affetti da disturbi alimentari e in pericolo di vita è un tema delicato e indispensabile da affrontare. Il Trattamento sanitario obbligatorio si applica ai problemi psichiatrici. La bulimia e l’anoressia nervosa sono disturbi psichiatrici, ma non c’è una norma che obbliga i pazienti maggiorenni ad accettare la nutrizione obbligatoria, se la rifiutano. C’è un buco normativo. A volte i medici intervengono in autonomia, ma altre volte molte ragazze non accettano le cure e si lasciano morire lentamente. In altri casi decidono di suicidarsi”

ha dichiarato la Moretto.

I dati riguardanti l’anoressia e la bulimia sono impressionanti e dimunuisce sempre di più l’età tra le giovani e giovanissime che cadono in questo abisso, in termini numerici si parla di oltre due milioni di ragazze. Secondo dati scientifici il 6-10% delle persone affette da anoressia va incontro a morte certa e almeno la metà di queste morti è conseguenza della malnutrizione e delle sue complicanze.

“La mia iniziativa di legge nasce dall’esperienza di una struttura sanitaria veneta che ha ottenuto risultati riconosciuti in tutto il territorio nazionale. Ora è indispensabile e urgente dare alle famiglie delle persone affette da anoressia e bulimia uno strumento efficace per combattere queste gravi patologie che possono portare alla morte”

ha spiegato Sara Moretto.

La proposta di legge sarà presentata martedì alla Camera dei Deputati. Visto l’importante apporto che potrebbe dare in tema di vite umane salvate, ci auguriamo che possa presto essere approvata dal legislatore.

Questa il testo della modifica alla legge 833/1978 proposta da un gruppo di deputati della Camera, presentata dalla Moretto:

Dopo l’articolo 34 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, è inserito il seguente:
« ART. 34-bis. – (Accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori per malattia mentale che provochi disturbi del comportamento alimentare).
1. Limitatamente ai casi di disturbi del comportamento alimentare, il ricovero conseguente a trattamento sanitario obbligatorio di cui all’articolo 34 può essere attuato per fare fronte a necessità urgenti di trattamenti salvavita che il paziente, a causa della patologia psichica, rifiuta. Il trattamento sanitario obbligatorio, anche finalizzato al trattamento delle complicanze organiche o del rifiuto a nutrirsi, avviene presso i servizi psichiatrici di diagnosi e cura o presso specifiche strutture ospedaliere deputate al trattamento dei disturbi del comportamento alimentare (DCA) in fase di acuzie.
Per una migliore presa in carico del paziente i servizi ospedalieri e i reparti nei quali possono essere effettuati i trattamenti sanitari obbligatori sono individuati dalle singole regioni entro sessanta giorni dalla entrata in vigore della presente disposizione secondo area di attività di livello regionale.
2. Ogni regione, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, individua nella dotazione di posti letto ospedalieri esistenti i posti letto dedicati al trattamento sanitario obbligatorio dei DCA avendo cura che siano dotati delle opportune misure di sicurezza per l’incolumità fisica degli utenti. I posti letto individuati devono essere gestiti da una équipe multiprofessionale costituita, almeno, da medici psichiatri, medici esperti in nutrizione clinica e pediatri.

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Autore: Vincent Dimaggio

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