Antimateria. Cern: osservata collisione di fasci di protoni ad energia record di 13 TeV

Ginevra, 22 maggio 2015 – Il Cern di Ginevra segna un altro passo in avanti nella ricerca di nuove rivelazioni sulla materia oscura, o meglio sull’antimateria. Per la prima volta, la scorsa notte, sono state registrate le immagini di collisione di fasci di protoni all’interno dell’acceleratore LHC, il Large Hadron Collider, che si sono scontrati all’energia record di 13 TeV, 13.000 miliardi di Elettronvolt, segnando un vero e proprio primato visto che si è quasi doppiato il precedente risultato del 2013.

[easy_ad_inject_1]Una parte fondamentale del processo – riporta la nota del Cern – è stata la messa a punto dei collimatori, particolari dispositivi che assorbono le particelle vaganti in condizioni di collisione. Questo set-up ha dato alla squadra dell’acceleratore i dati necessari per garantire che i magneti di LHC e i rilevatori fossero completamente protetti per l’avvio degli esperimenti.

Nel corso di questo primo test ogni fascio di protone è riuscito a circolare ad un’energia di 6,5 TeV. Ciò che ha, appunto, permesso le collisioni ad un’energia di 13 TeV, una velocità pari quasi al doppio rispetto al precedente record stabilito di 8 trilioni che si è raggiunto nella prima fase delle operazioni del LHC, all’inizio del 2013.

Dopo la scoperta del Bosone di Higgs e due anni di manutenzione, l’acceleratore ha fatto, dunque, registrare un nuovo record per far luce sulla materia oscura, quella componente di materia che si manifesta attraverso i suoi effetti gravitazionali, ma non è direttamente osservabile in quanto, diversamente dalla materia ordinaria, non emette radiazione elettromagnetica.

I test al Cern sono continuati per diverse ore, e il team continuerà ancora a monitorare la qualità del fascio e l’ottimizzazione del set-up per il funzionamento del LHC, il più grande e più potente acceleratore del mondo, che ha la forma di un anello di circa 17 chilometri di circonferenza, che si trova in un tunnel a circa 80 metri sotto terra, al confine tra la Svizzera e Francia.

Nelle prossime settimane continueranno i test per garantire che tutto funzioni quando l’acceleratore entrerà a pieno regime. Questa è una parte importante del processo che permetterà ai team sperimentali che gestiscono i rivelatori ALICE, ATLAS, CMS, LHCb, LHCf, MOEDAL e TOTEM per avviare completamente i loro esperimenti. Il rilevamento dei dati e l’inizio della seconda manche del LHC è prevista per l’inizio di giugno, quando si darà inizio alla circolazione di molti più grappoli di protoni.

Gli scienziati del Cern prevedono che tra il 2016 e il 2018, l’acceleratore dovrebbe utilizzare tutta la sua capacità rivelando nuove verità scientifiche sulla composizione della materia oscura.

“Le collisioni a 13 TeV ci permetteranno di testare ulteriormente tutti i miglioramenti che sono stati fatti per i sistemi di innesco e di ricostruzione, e verificare la sincronizzazione di tutti i componenti del nostro acceleratore”

ha detto il portavoce di CMS, Tiziano Camporesi.

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Autore: Vincent Dimaggio

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