Antitrust UE. Google rischia una multa da oltre 6 miliardi di dollari

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Mountain View, 16 aprile 2015 – La notizia era già trapelata ad inizio mese ma ieri è stata confermata dall’Unione Europea che, per voce della commissaria alla concorrenza Margrete Verstager ha aggiunto nuovi dettagli in conferenza stampa.

Google sotto il mirino dell’Antitrust europeo rischia una multa da oltre 6 miliardi di dollari per due fronti di indagine, una sul motore di ricerca di Big G e l’altra specificamente su Android.

[easy_ad_inject_2]L’Europa ha inviato a Google in via ufficiale una lettera a Google con cui si comunica l’apertura di un’indagine formale di abusare di un potere dominante nel campo dei motori di ricerca su Internet. E non solo: nel mirino UE c’è anche Android, la piattaforma su cui funzionano tantissimi smartphone e tablet nel mondo, principale concorrente del sistema omologo iOS della Apple.

Per quanto riguarda Google Search, Bruxelles sostiene che Mountain View favorisca i suoi servizi ai danni della concorrenza. Sui vari computer e dispositivi il motore di ricerca Google sarebbe impostato di default favorendo le ricerche nella sua piattaforma. Google è il maggiore motore di ricerca in Europa: si stima che ben il 90% delle ricerche effettuate sul web avviene attraverso Google e gran parte degli acquisti avviene usando questa piattaforma.

Per quanto riguarda specificamente Android, l’UE contesta a Google che “La maggioranza dei produttori di telefonini (…) utilizzano Android in associazione con una serie di applicazioni e di servizi esclusivi di Google”. In sostanza Google su Android è favorito rispetto alla concorrenza.

La vice presidente di Google, Amit Singhal ha dichiarato che l’azienda è “fermamente” in disaccordo con la Commissione: nel campo degli acquisti su Internet“, ha detto riferendosi ad Amazon o a Ebay, “c’è tantissima concorrenza”.

Dall’invio della lettera da parte di Bruxelles, Google ha dieci settimane per rispondere e se l’Europa non sarà soddisfatta delle rispose, la sanzione per Big G sarà salata: dovrà infatti pagare una multa fino al 10% del suo fatturato, che nel 2014 è ammontato a 66 miliardi di dollari. La multa sarà dunque di oltre 6 miliardi di dollari.

La signora Vestager non ha voluto oggi apparire troppo combattiva o aggressiva. Ha spiegato più volte che “tutte le strade restano aperte”, e che il dialogo con Google può continuare nonostante l’invio di una lettera di obiezioni da parte di Bruxelles. “Non vogliamo interferire con la grafica dello schermo, o con il funzionamento dell’algoritmo – ha assicurato l’ex ministro delle Finanze danese –. Vogliamo semplicemente che i clienti ottengano la migliore ricerca possibile”.

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Autore: Vincent Dimaggio

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