Arriva la ricetta medica elettronica. La nuova impegnativa sarà valida nelle farmacie di tutte le Regioni

Roma, 3 gennaio 2016 – Tra le novità in arrivo sul fronte della Sanità Pubblica vi è la “ricetta elettronica“, un nuovo tipo di impegnativa che a differenza di quella precedente permetterà di poter ottenere farmaci in tutte le farmacie italiane, anche in quelle che non sono nella propria regione di residenza.

Lo prevede il Dpcm del 14 novembre 2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 31 dicembre secondo cui il prelievo dei medicinali, inclusi nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) prescritti su ricetta farmaceutica dematerializzata a carico del Servizio sanitario nazionale, possa essere effettuato in qualsiasi farmacia pubblica e privata convenzionata del territorio italiano.

Si tratta di un ulteriore passo alla cosiddetta “dematerializzazione” dei documenti pubblici e dunque anche le impegnative dei medici non saranno più di carta.

Appena la novità sarà a regime i vantaggi per i pazienti cittadini saranno notevoli: giusto per fare un esempio il medico può prescrivere farmaci anche quando non è in studio; inoltre apposite applicazioni sugli smartphone potrebbero permettere al paziente di scegliere la farmacia nella regione dove ritirare i farmaci che presenta un ticket più conveniente.

Daniele D’Angelo, direttore generale di Promofarma, società di Federfarma dedicata a seguire il percorso di digitalizzazione, spiega all’ansa che si tratta di “una grande novità anche dal punto di vista pratico, perché l’attuale normativa prevede la spendibilità della ricetta solo all’interno della propria regione” “Ci vogliono però – conclude – dei tempi tecnici, presumibilmente qualche mese, affinché diventi realtà”.

Il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, al varo del decreto ha spiegato “La nuova ricetta consentirà di garantire un’assistenza migliore e più semplice nel percorso di cura e di verificare l’appropriatezza prescrittiva. Tracciabilità delle prescrizioni, una più efficace integrazione tra tutti gli operatori sanitari grazie alla sincronizzazione delle attività di prescrizione da parte del medico e di erogazione da parte del farmacista, consentiranno inoltre non solo di controllare l’appropriatezza ma anche di ridurre eventuali truffe e falsificazioni, con un risparmio di tempo e di oneri burocratici”.

Autore: Donato Paolino

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