Attentato Isis in Francia. Ucciso sacerdote a Saint Etienne du Rouvray (Rouen). Rivendicazione e reazioni

Chiesa Saint-Etienne-du-Rouvray

Ancora lacrime in Francia e nel mondo occidentale per l’ennesimo atto di barbarie che i media ormai con quasi rassegnata cronaca quotidiana chiamano “terrorismo”.

Ancora la Francia paga un prezzo di sangue sul fronte anomale senza linea della guerra di civiltà tra guerriglieri dell’Isis / Daesh e il mondo occidentale, continuo bersaglio di azioni solitarie ma ugualmente sanguinarie.

Il nuovo teatro della sete omicida è Rouen in Normandia dove le prime notizie di ieri parlavano di almeno 5 persone sono in ostaggio in una chiesa a Saint-Etienne-du-Rouvray, nel dipartimento Seine-Maritime. Tra gli ostaggi il parroco, due religiose e tre fedeli, fatti prigionieri durante una cerimonia che si svolgeva nella chiesa.

L’allarme è stato dato da una donna sfuggita ai sequestratori entrati dal retro della chiesa durante la cerimonia.

Due i sequestratori, armati di coltello che sono stati bloccati dalle forze speciali che al primo allarme sono giunte sul posto, circondando e isolando il quartiere in cui si trova la chiesa. Bloccati ma non in tempo: il parroco è stato ucciso e un altro ostaggio versa in gravi condizioni. Il corpo del sacerdote, Jacques Hamel, è stato trovato nella chiesa dalle squadre speciali, entrate nell’edificio dopo avere abbattuto i due assalitori.

I terroristi sarebbero schedati – Secondo quanto rivelato dalla Tv francese M6 “Uno dei due assalitori era schedato con la lettera S”, quella che indica gli individui potenzialmente radicalizzati a rischio di passare all’azione. Inoltre uno degli uomini abbattuti dalla polizia sul sagrato della chiesa portava un braccialetto elettronico corrispondente a un jihadista respinto alla frontiera turca mentre cercava di unirsi alle milizie Isis in Siria.
Incarcerato nel 2015, dal marzo 2016 l’uomo scontava una pena alternativa, con l’obbligo di braccialetto elettronico. Controlli per verificare dalle impronte digitali se l’uomo ucciso sia effettivamente il jihadista che portava il braccialetto.

Poi si viene a sapere che anche l’altro sarebbe già conosciuto ai servizi: sarebbe un ventenne, anch’egli schedato dalle autorità francesi con la lettera “s” delle persone a rischio radicalizzazione.
Il giovane sarebbe originario della Savoia. Si attende la conferma del test del Dna.

La rivendicazione Isis – “Gli assalitori di Rouen erano nostri soldati”. Così l’Isis ha rivendicato l’attentato alla chiesa di Saint-Etienne-Du-Rouvray attraverso la propria agenzia Amaq, definendo propri “soldati” i due assalitori che hanno sgozzato il prete e ferito in modo grave una seconda persona.

Le reazioni francesi – Manuel Valls, in un messaggio su Twitter, ha espresso “orrore di fronte al barbaro attacco nella chiesa di Seine-Maritime. La Francia intera e tutti i cattolici sono stati colpiti. Faremo blocco”.

Marine Le pen: “Un nuovo attentato di terrorismo islamico, il modus operandi è ovvio”, ha scritto la leader dell’estrema destra francese via twitter. Poi ha aggiunto “La responsabilità di tutti coloro che ci governano da trent’anni è enorme. Vederli chiacchierare è ripugnante”.

Nicolas Sarkozy, ex presidente: “E’ guerra, non c’è altra scelta che combatterla e vincerla. Dobbiamo cambiare tutta la strategia della nostra risposta”. “Il nostro nemico non ha limiti, non ha orale, non ha tabu”, ha aggiunto, chiedendo al governo di adottare subito le misure proposte dal suo partito, Les Républicains.

Il Presidente Hollande – “Daesh ci ha dichiarato guerra. Tutti i francesi sono stati colpiti da questa tragedia. Dobbiamo stare uniti, nessuno ci può toccare”. E’ quanto dichairato dal presidente francese Francoise Hollande, giunto a Saint Etienne-du-Rouvray “Ci troviamo ancora una volta di fronte a una prova, la minaccia è molto elevata. E’ una guerra da condurre con tutti i mezzi nel rispetto dei diritti”.”Non solo i cattolici a essere colpiti oggi ma tutti i francesi si sentono coivolti e scioccati”.

Le reazioni internazionali – Il ministro degli esteri italiano Paolo Gentiloni è stato tra i primi a esprimere la “vicinanza” dell’Italia a “una Francia ancora sotto attacco”.

Il presidente della Repubblica italiana Mattarella, alla cerimonia del Ventaglio, ricorda Padre Hamel, trucidato nella sua chiesa a Rouen e sottolinea “l’enormità del crimine”. Cita Parigi, Bruxelles e afferma: “Non vi è soltanto l’assalto, feroce, del terrorismo”. “La diversità delle cause di stragi e crimini accresce l’allarme. “Sembra davvero che il demone della violenza si sia nuovamente diffuso in Europa”, ha detto il capo dello Stato.
Ma “dobbiamo impedire che la paura ci vinca”,il nostro Paese non entri “nell’età dell’ansia”.Serve “responsabilità”.

Il Papa attraverso padre Lombardi ha fatto sapere di essere informato e partecipare al dolore per questa violenza assurda, con la condanna più radicale di ogni forma di odio e la preghiera per le persone colpite”.
“Siamo colpiti perché questa violenza orribile è avvenuta in una chiesa, un luogo sacro in cui si annuncia l’amore di Dio, con la barbara uccisione di un sacerdote e davanti ai fedeli”. In corso a Cracovia un vertice di crisi tra vescovi francesi. Intanto Mons.Lebrun, vescovo di Rouen, è rientrato in Francia.

La Conferenza Episcopale Italiana: “La notizia, si legge in una nota, viene ad aggiungersi a quelle relative ai numerosi episodi di violenza che nelle ultime settimane hanno suscitato sconcerto e preoccupazione. Ancora una volta, il messaggio evangelico e l’esperienza della Chiesa diventano motivo per non arrendersi a logiche di chiusura o di vendetta, ma per costruire, con una rinnovata testimonianza di fede, una società riconciliata e aperta alla speranza”.

Il presidente palestinese, Abu Mazen si rivolge al Papa: “Siamo sconvolti dall’attacco barbaro alla chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray in cui abbiamo perso il parroco Jacques Hamel” si legge in una lettera inviata al pontefice “A nome dello Stato di Palestina e del popolo palestinese e a nome mio personale -aggiunge- condanno la vile e odiosa azione terroristica e qualsiasi giustificazione si osi dare in nome della religione a questi atti contro l’umanità. Saremo sempre fianco a fianco contro l’odio e l’integralismo per far crescere insieme giustizia e pace”.

Autore: Vincent Dimaggio

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