Aumenti carburanti, Codacons denuncia: “+3% in pochi giorni disastro per le famiglie”

Roma 14 marzo 2015 – Non c’era bisogno certo delle denunce delle associazioni di consumatori per accorgersi che negli ultimi giorni il costo di benzina e gasolio è aumentato alle pompe.

A certificare comunque ciò che tanti automobilisti avevano già appurato facendo semplicemente rifornimento di carburante nella propria auto è l’associazione di consumatori Codacons che denuncia l’effetto a catena immediato dell’aumento del petrolio sul rincaro della benzina e accusa che ripercussioni così veloci sono da considerarsi intollerabili.

Più precisamente, denuncia il Codacons, la sensibile impennata dei prezzi dei carburanti sfiorano il 3% per la benzina e superano il 3,6% per il gasolio.

“In questa settimana – spiega il presidente Carlo Rienzi – le quotazioni internazionali del petrolio hanno raggiunto i 40,60 dollari al barile per il Brent e i 39 dollari per il Wti; il rialzo della materia prima ha provocato effetti diretti immediati sui listini dei carburanti praticati in Italia, con la benzina che costa oggi mediamente 1.416 euro al litro, e il gasolio 1,243 euro/litro”.

“Una vera e propria impennata velocissima dei prezzi, con un rincaro che sfiora il +3% per la verde e supera il +3,6% per il diesel. Rispetto ai prezzi alla pompa praticati il 29 febbraio scorso, oggi – continua Rienzi – un automobilista spende circa 2 euro in più per un pieno di benzina, e oltre 2,2 euro in più per un pieno di gasolio”.

“E’ vero che il petrolio è aumentato – denuncia Rienzi – ma non è più tollerabile che le quotazioni internazionali abbiano ripercussioni così veloci e così pesanti sui prezzi dei carburanti praticati ai cittadini, con effetti diretti e indiretti disastrosi per le tasche delle famiglie”.

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