Allarme trombosi venose: nuove pillole contraccettive aumentano il rischio

Nottingham (Regno Unito), 29 maggio 2015 – Studio inglese lancia l’allarme sui possibili problemi per la salute rispetto al passato.

Le nuove pillole contraccettive di ultima generazione aumentano il rischio di gravi coaguli di sangue, potenzialmente letali, rispetto a quelle di seconda generazione. A rivelarlo uno studio britannico, condotto dai ricercatori della Division of Primary Care, dell’University Park a Nottingham, che confermerebbe un legame tra eventi trombotici venosi e l’uso di pillole anticoncezionali.

[easy_ad_inject_1]Dallo studio, pubblicato sul British Medical Journal, è emerso che le pillole contraccettive contenenti nuovi tipi di ormone progestinico, come drospirenone, desogestrel, gestodene o ciproterone, sono state associate ad un aumento del rischio di trombosi venosa rispetto alle pillole di vecchia generazione, contenenti levonorgestrel, noretisterone o norgestimato. I ricercatori dell’University Park, a Nottingham, guidati dall’epidemiologo Yana Vinogradova, lo hanno definito come un importante studio chiarificatore, sufficiente a fornire risultati affidabili e comparabili per le diverse formulazioni di contraccettivi orali.

E’ già ben noto che l’uso della pillola anticoncezionale sia collegato ad un aumento del rischio di coaguli nel sangue, come la trombosi venosa profonda, ma questa nuova ricerca si è posta l’obiettivo di perfezionare la valutazione del rischio. I ricercatori hanno confrontato i dati, registrati tra il 2001 e il 2013, di oltre 10 mila casi di donne, tra i 15 e i 49 anni, con trombosi venosa, con oltre 40 mila donne della stessa età senza trombosi ma con gli stessi fattori di rischio.

Dai risultati è emerso che il rischio di trombosi venose nelle donne che assumevano contraccettivi orali di ultima generazione è risultato essere da 3,6 a 4,3 volte maggiore rispetto alle donne che non li assumeva. Inoltre, si è anche scoperto che le donne che assumevano pillole anticoncezionali meno recenti, contenenti levonorgestrel, noretisterone o norgestimato, presentavano un rischio aumentato solo di 2,5 volte di sviluppare un evento trombotico venoso.

Lo studio avrebbe dunque dimostrato che l’uso di qualsiasi tipo di pillola contraccettiva ha quasi triplicato il rischio di coaguli di sangue, anche se a livelli non elevati. Ciò che più è incoraggiante, spiegano i ricercatori, è che il rischio più basso è stato rilevato col le pillole contenenti levonorgestrel, che sono quelle comunemente più prescritte. La somministrazione di questo tipo di pillola ha fatto registrare circa sei casi di trombosi venosa per ogni 10 mila donne.

Rischio che invece è doppio con l’uso di pillole contenenti desogestrel, gestodene, drospirenone e ciproterone, anche se queste pillole normalmente non vengono prescritte se non quando sussistono motivi per il trattamento di altri sintomi, come ad esempio l’acne.

Merle Myerson, direttore del Centro per la prevenzione delle malattie cardiovascolari presso il Mount Sinai St. Luke’s and Roosevelt Hospitals a New York, ha dichiarato che si tratta di un’analisi ben condotta.

“Questo studio sembra essere molto ben progettato e produce importanti informazioni riguardanti il rischio di eventi trombotici venosi associato all’uso di contraccettivi orale. Questo è una questione clinica molto rilevante”

ha detto Merle Myerson.

“Il nostro obiettivo era quello di rendere stime più accurate e affidabili di rischi di trombosi venose associati a tutti i tipi di contraccettivi orali prescritti nel Regno Unito. I nostri risultati sono associazioni solo statistiche tra l’uso di diversi farmaci contraccettivi e rischi di evnti trombotici venosi, ma rappresentano informazioni più complete e affidabile per i medici quando devono prendere decisioni sulla prescrizione dei farmaci”

ha dichiarato l’autore dello studio, Vinogradova.

Questo studio mette in evidenza ancora una volta la necessità di un’attenta prescrizione della pillola contraccettiva orale, tenendo conto dei fattori di rischio della singola donna, come lo stile di vita e la sua storia medica. La pillola combinata può non essere assunta se una donna ha alle spalle una storia di patologie croniche, come le malattie cardiache, il diabete o la pressione alta, perciò gli esperti consigliano sempre di rivolgersi al proprio medico per farsi consigliare il metodo contraccettivo più sicuro a seconda della propria situazione personale.

[easy_ad_inject_2]

Autore: Vincent Dimaggio

Le mie ultime notizie. Sono un news blogger appassionato di notizie e sono l’autore di questo sito web. Dal 2001 ho collaborato con numerosi siti di divulgazione e informazione sia generalista che di settore..
Per qualsiasi informazione o se vuoi aiutarmi a far crescere questo sito contattami su notizie@notiziefree.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *