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Awa Modula, la macchina che trasforma l’aria in acqua potabile

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Milano, 4 settembre 2015 – Una meraviglia della tecnologia è stata presentata all’Expo di Milano, una innovazione che fa dimenticare il problema dell’inquinamento delle falde acquifere, la presenza di diossine dove non dovrebbero esserci e in generale la carenza del sistema idrico fognario.

[easy_ad_inject_1] La macchina Awa Modula (Awa è acronimo di Air to Water to Air), è stata presentata dalla Seas (Societé de l’Eau Aerienne Suisse), società di Riva San Vitale (Ticino). I suoi ingegneri hanno trovato il modo di catturare l’umidità presente nell’aria e trasformarla in acqua potabile di alta qualità. La sua capacità massima è di circa 10.000 litri di acqua al giorno e sarebbe già stata sperimentata in un albergo e una società petrolifera in Messico, e in una fabbrica di formaggio in Perù.

Rinaldo Bravo, direttore della Seas spiega che con questa macchina si risponde “alla crisi globale dell’acqua”. “Altri riuscivano a ottenere quantità molto ridotte di acqua dall’aria – spiega Bravo – Noi, a 30 gradi e 70% di umidità, riusciamo a catturare il 60% dell’acqua presente nell’aria”. E la macchina funziona dappertutto, anche in zone ad alta siccità o alle zone desertiche. La macchina è alimentata con elettricità che si può ottenere anche da pannelli fotovoltaici.

“Pensate al frigorifero della nonna – spiega Bravo – Che a un certo punto andava sbrinato. Allora la nonna staccava la spina e il ghiaccio cominciava a sciogliersi, pioveva acqua dappertutto. Noi dobbiamo fare proprio come per la sbrinatura del frigorifero: mantenere la temperatura a 2 gradi qualunque sia quella esterna. L’acqua raccolta viene filtrata e poi resa potabile con l’aggiunta di sali minerali. Inoltre il freddo e il caldo che usiamo per questo processo, lo riusiamo per scaldare e raffreddare”.

Anna Magrini, professoressa dell’Unversità di Pavia che ha collaborato alla realizzazione del progetto spiega: “La tecnologia garantisce un impatto ambientale basso o nullo. A differenza delle tecnologie ad osmosi inversa (desalinizzazione, depurazione delle acque, trattamento delle acque reflue, ecc.), quella di SEAS non rilascia impurità nell’ecosistema locale e offre una fonte illimitata e inesauribile di acqua potabile”.

Onore e lode alla Seas ma sarebbe bene affrontare il tema dell’acqua pubblica per tutti anche risolvendo il problema dell’inquinamento delle falde e della carenza e mancata manutenzione delle infrastrutture.

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Vincent Dimaggio
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