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Ballottaggi Comunali 2016. Il PD ammette la sconfitta ma Renzi non si dimette e mantiene il doppio incarico

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Momento storico per il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo che ai ballottaggi per le elezioni comunali conquista due capitali d’Italia, Roma e Torino che saranno guidate rispettivamente dalle pentastellate Virginia Raggi e Chiara Appendino

Ieri otto milioni di italiani sono stati chiamati ad esprimersi nei ballottaggi per scegliere il sindaco. Si è votato in 126 comuni tra i quali si annoverano alcune grandi città come Roma, Milano e Torino, ma anche a Bologna e Napoli. Secondo i dati del Viminale l’affluenza definitiva alle elezioni amministrative si è attestata al 50,54%, decisamente in calo rispetto al primo turno, quando era stata del 59,94%.

Renzi riconosce i meriti del Movimento 5 Stelle e il dato degli 11 Comuni capoluogo su 19 persi rispetto al 2011, ma chiarisce che non ha nessuna intenzione di dimettersi: “Dimettermi? Non ci penso neppure. Cambiare l’Italicum? Non fatemi ridere” dichiara il premier durante l’incontro con lo chef più bravo del mondo, Massimo Bottura.

Renzi intende mantenere anche la carica di segretario del Partito Democratico nonostante la minoranza dem chieda a gran voce che si faccia da parte.
Anzi Renzi rilancia: “Bisogna innovare, innovare, innovare. Perché dietro ai risultati di queste elezioni non ci sono la protesta, la rabbia, il populismo. C’è la voglia di cambiamento. Ha vinto chi ha saputo interpretare meglio l’ansia di cambiare”. E, in nome del fair play, dell’«onestà di dire che ho perso quando ho perso», Renzi cita Virginia Raggi e s’inchina alla vittoria dei grillini: «Il successo dei Cinquestelle è netto e indiscutibile, come è innegabile che questo voto abbia anche una valenza nazionale e non solo territoriale”.

Sul suo ruolo da segretario “Se ho fatto bene o male? Ne discuteremo in modo vero, franco e sincero tra quattro giorni. Nessuno deve drammatizzare il voto dei ballottaggi, ma nessuno deve minimizzare. E poi la Direzione si farà il giorno di San Giovanni e a Firenze si dice: San Giovanni non vuole inganni. Sarà un giorno meraviglioso…” e rinvia il tutto alla direzione del 24 giugno prossimo.

Beppe Grillo dopo l’apparizione dalla finestra dell’Hotel Forum esulta dal suo blog per la vittoria di Virginia Raggi e Chiara Appendino: “Ora voliamo alto verso il governo nazionale” scrive “Non è un voto di protesta, ma è un cambiamento”, aggiunge, “le coscienze degli italiani hanno iniziato a riprendere forma”. “Ci dicevano che senza alleanze non saremmo andati da nessuna parte, Si sbagliavano”,”io e Gianroberto Casaleggio siamo stati tessitori di questa meravigliosa missione impossibile. Ora costringeremo i nostri avversari a diventare persone perbene”,conclude.

I risultati dei ballottaggi

Il Movimento 5 stelle ha trionfato a Roma e Torino. In base ai dati ufficiali del Viminale, quando mancano 3 sezioni, Virginia Raggi è il nuovo sindaco di Roma con il 67,17%, contro il 32,83% di Roberto Giachetti, candidato del centrosinistra.

Giachetti: “Ho chiamato Virginia Raggi per farle i complimenti e un in bocca al lupo” sono state le prime parole di Giachetti.
Raggi: “Sarò il sindaco di tutti i romani, anche di quelli che non mi hanno votato perché questo deve fare un sindaco. Riporteremo legalità e trasparenza nelle istituzioni, dopo malgoverno e mafia capitale questi valori non li avevamo più: con noi torneranno centrali”.

Il Partito Democratico ammette la sconfitta sopratutto quando si tratta di scontro diretto con il Movimento 5 Stelle e aggiunge “la Santa alleanza M5S-destra se può si coalizza per dare la spallata a Renzi”, un dato preoccupante in vista del referendum di ottobre. Per questo è stato anticipata la direzione nazionale al 24 giugno prossimo.

L’ex sindaco di Roma, Ignazio Marino parla di momento importante per Roma: “Per Roma è un momento importante, c’è stato un voto assolutamente significativo per la Raggi, alla quale faccio i miei auguri più sinceri di buon lavoro”.

Speranza, segnale chiaro a governo e Renzi – “I numeri dei ballottaggi sono come pietre: sono difficili da minimizzare. E’ un risultato oggettivamente non buono per il Pd, che dà un segnale politico chiaro al governo, a Renzi e all’azione che il Pd sta portando avanti. E’ un problema serio: il voto non credo possa essere banalizzato”. Lo dice Roberto Speranza, deputato che guida l’area di minoranza Pd Sinistra riformista, a Corriere Live. “C’è una difficoltà profonda: un pezzo della società trova una contraddizione tra il racconto del Pd e la vita quotidiana”.

Bassolino, brutta botta Pd, si cambi –
“Per il PD è una brutta botta. A Milano e a Bologna si vince. Ma la sconfitta di Torino, il disastro di Roma e la catastrofe di Napoli sono pesanti e danno al voto un segno negativo e preoccupante. Sono dunque indispensabili una riflessione di fondo e un serio cambiamento del modo di essere del partito democratico”. Lo scrive Antonio Bassolino su Facebook.

Cuperlo: sconfitta severa, merita risposte – “Il risultato è frastagliato ma la sconfitta è stata severa e merita risposte chiare”. Lo scrive, su Facebook, il leader di Sinistradem Gianni Cuperlo commentando l’esito dei ballottaggi e sottolineando: “Non mi convince l’idea che si perde perché non si è spinta la rottamazione fino in fondo. Non mi convince l’idea che si vince solamente con volti “giovani e belli”, non mi convince la sicurezza che porta alcuni a chiedere come primo atto la distinzione tra la carica di segretario e quella di premier”.

A Torino ha vinto la candidata sindaco M5S Chiara Appendino che con il 54,56% ha battuto il candidato del centrosinistra Piero Fassino fermo al 45,44%.

Appendino: “E’ giunto il nostro tempo” ha detto la Appendino ricordando l'”emozione e entusiasmo il grande cammino” fatto, un cammino “iniziato 5 anni fa quando oltre 20mila torinesi ci hanno permesso di entrare per la prima volta in Comune”. “Ci siamo presentati così come siamo, così come sono – ha aggiunto Appendino che ha ringraziato il sindaco uscente Fassino – Tutti noi siamo Torino, la porta del Comune sarà sempre aperta. Sarò il sindaco di tutti”.

Fassino: “Mi pare evidente che l’elettorato di centrodestra ha fatto convergenza sull’Appendino. I dati sono inequivocabili, la stessa cosa avviene in tutte le città dove c’è stato un ballottaggio con il Movimento 5 Stelle”.

A Milano si è imposto di misura Giuseppe Sala, candidato sindaco per il centrosinistra, che con il 51,70% ha battuto Stefano Parisi, candidato sindaco per il centrodestra che ha ottenuto il 48,30%.

Sala: “Ce l’abbiamo fatta!” ha scritto Sala su Facebook. “C’è molta gioia e ancor di più senso di responsabilità – le prime parole ai giornalisti – Da domani riprenderemo il nostro lavoro affinché a Milano possa diventare realtà tutto ciò che abbiamo promesso”.
Parisi: “Ho appena telefonato a Sala per congratularmi con lui e gli ho detto di fare bene il sindaco. Non faremo ostruzionismo, ma opposizione costruttiva per il futuro di Milano”. Mentre al Comitato veniva applaudito, ha trovato lo spirito per scherzare: “Capisco il vostro entusiasmo, ma vi devo avvertire che abbiamo perso”.

A Bologna ha vinto il candidato Pd Virginio Merola che con il 54,64% è stato riconfermato sindaco battendo Lucia Borgonzoni, candidata del centrodestra, ferma al 45,36%.

Merola: “Non è il momento delle polemiche ma di ragionare, c’è però un dato nazionale da cui è innegabile una debolezza del nostro partito. Credo che ci siano le condizioni per riprenderci, è nelle città che si gioca la democrazia del nostro Paese” “E’ un voto locale – ha aggiunto Merola – però mi pare evidente che sia un segnale di debolezza del centrosinistra a livello nazionale. Bologna resta saldamente antifascista” e ”spero che da qui cominci il declino di una forza razzista come la Lega”.

A Napoli il ballottaggio ha premiato Luigi de Magistris che si riconferma sindaco del capoluogo campano con il 66,85%, contro il 33,15% di Gianni Lettieri.

De Magistris: “Ha vinto il popolo napoletano. Non è un voto di protesta, a Napoli ha vinto il voto per la rivoluzione governando – ha commentato de Magistris – Siamo l’unica, vera ed effettiva novità politica di queste elezioni amministrative. Da Napoli parte una grande spinta nel pensare che si possa governare una grande metropoli con le mani pulite”. “Non c’è stato alcun travaso di voti dal Pd o da altri. Abbiamo vinto contro il candidato ufficiale governativo del Partito democratico, contro il presidente del Consiglio schierato in campagna elettorale, contro il Movimento cinque stelle, contro Lettieri che ci lavorava da 5 anni, contro Berlusconi, Forza Italia e gran parte dell’informazione che si è schierata contro”.

Vincent Dimaggio
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