Ballottaggi M5S Elezioni Amministrative 2016 a Roma e Torino. La guerra dei numeri

Se chiedete ad uno studente di scuola elementare vi dirà che uno più uno fa due. Se fate la stessa domanda ad un politico il risultato della somma tra uno ed uno potrebbe essere sensibilmente diverso ed avere rappresentazioni e analisi ancora più diverse.

Dopo un paio di giorni dalla prima tornata elettorale, si ci prepara con forza ai ballottaggi soprattutto a Roma e Torino dove il Movimento 5 Stelle potrebbe spuntarla sul Partito Democratico. Ed è soprattutto guerra di numeri in questa prima fase di proclami che hanno come obiettivo quello di convincere gli elettori a votare per l’una o l’altra parte.

La guerra dei numeri – Dopo i consigli di Salvini ai suoi di votare 5 Stelle e le dichiarazioni di Forza Italia secondo cui Berlusconi voterà scheda bianca, scelta alla quale propenderebbe anche Fassina, il PD potrebbe rischiare seriamente nei ballottaggi di non avere i numeri sufficienti per recuperare lo svantaggio di Giachetti sulla pentastellata Virginia Raggi a Roma, e c’è anche timore di un sorpasso di Chiara Appendino a Torino su Fassino.

La preoccupazione è che le opposizioni potrebbero portare voti al Movimento 5 Stelle per “punire” Renzi e il PD e cercare di fermare la grande campagna mediatica sul referendum costituzionale di ottobre.

Intanto Virginia Raggi e Chiara Appendino hanno avuto un brief al Senato via Skype con Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista che negano che i pentastellati stiano cucinando indigesti “biscotti” al PD. Se sarà vittoria sarà perché la gente ha scelto il movimento e non per strategie politiche.

Di Battista afferma all’ansa che “Lo dico non per scaramanzia ma non siamo già certi di vincere a Roma” anche se sarà “l’umiltà la qualità che ci porterà a vincere sia a Roma che a Torino”.

Beppe Grillo dal blog offre i suoi numeri:  “Con 956.552 voti il M5s si afferma come la forza politica nazionale più votata alle amministrative. Al secondo posto, in via di estinzione, c’è il Pd con 953.674 voti, un risultato ben lontano da quello vaneggiato nel magico mondo di Renzie”.

Altri numeri, ben diversi, sono quelli offerti dall’Istituto Cattaneo secondo i quali centrosinistra e centrodestra sono risultati in calo rispetto alle precedenti amministrative ma in crescita rispetto alle politiche del 2013, mentre i Cinque Stelle sarebbero in calo rispetto al 2013. Inoltre non sarebbe vero che il M5s riporta al voto gli astenuti ma gode di propri elettori tra cui anche passati al Movimenti dal centrosinistra.

Ernesto Carbone (PD) è certo che “Parlare di vittoria sembra del tutto fuori luogo”.  Lorenzo Guerini (vicesegretario PD), offre numeri diversi: “il Partito Democratico prende 940.348 voti, mentre il M5S 866.793. Se a questi si aggiungono tutti i comuni minori – dove il Pd si presenta sia con il proprio simbolo, sia con i simboli delle civiche ad esso riferite – il vantaggio si allarga ulteriormente, con buona pace dei geni del blog”, conclude.

Salvini ai suoi: liberi ma consiglio M5S – “Elettori liberi, ma consiglio di votare Cinque Stelle” ha dichiarato Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, intervenendo a ‘La Zanzara’ su Radio 24. “Ho tanti difetti ma non cambio idea ogni 15-20 giorni – ha detto Salvini – a Roma voterei per la Raggi e lo stesso discorso vale per Torino, dove voterei per Appendino”.

“Non sono proprietario dei voti di nessuno e non farò appelli al voto ma se qualcuno mi chiede un consiglio, gli dico di cambiare – sottolinea il leader leghista – cambiare chi ha mal gestito Roma e Torino. E dunque non votare mai per uno del Pd e mettere alla prova i Cinque Stelle. Gli darei il mio voto sia a Roma che a Torino”, conclude Salvini.

Elezioni sindaco a Roma: A Roma il “consiglio” di Salvini fa comodo a Virginia Raggi del M5S che al primo turno ha conquistato il 35,29% delle preferenze sorpassando Roberto Giachetti (candidato PD e centrosinistra) fermo al 24,80%. Voti ancora più preziosi considerando che Forza Italia con un comunicato stampa ha indicato ai suoi che Berlusconi voterà scheda bianca sostanzialmente non regalando alcun voto all’esponente del Nazareno.

Virginia Raggi potrà dunque prendere atto di quanto veramente il vento sia cambiato a Roma e se sarà la prima donna sindaco dell’Urbe dovrà dimostrare di essere lei il vento nuovo che spira dal Campidoglio e portare aria di vero cambiamento e far dimenticare ai romani l’esperienza precedente di Alemanno e Marino.

Elezioni sindaco a Torino: A Torino Salvini potrebbe portare voti a Chiara Appendino, cittadina cinque stelle che con il suo 30,92% si contente la poltrona di primo cittadino con Piero Fassino, sindaco uscente del PD, attualmente in vantaggio al 41,83%. Ma come dice Renzi gli elettori fanno “zapping” e chissà se il cambiare canale non potrebbe ribaltare i rapporti di forza tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle.

C’è ancora tempo per la fatidica data del 19 giugno e il caldo potrebbe far allontanare dalle urne qualche altro cittadino. Il futuro di Roma e Torino passa anche per chi al primo turno ha votato altri candidati ora fuori gioco dalla partita per la poltrona più alta.

Autore: Vincent Dimaggio

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