Bambini scomparsi. Telefono Azzurro a rischio chiusura numero 116.000: Italia intervenga

Roma, 26 maggio 2015 – Il numero unico europeo per i bambini scomparsi, il 116.000, gestito in Italia da Telefono Azzurro, è a rischio chiusura per il taglio dei fondi effettuato dalla Commissione Europea. Proprio ieri il numero unico ha compiuto sei anni, ma Telefono Azzurro da febbraio non ha ricevuto più fondi.

[easy_ad_inject_1]In altri paesi europei i rispettivi governi hanno provveduto a garantirne il funzionamento subentrando alla Commissione Europea, ma in Italia il governo non ha ancora fatto nulla di concreto e, in questi casi, ovviamente, le parole non bastano, occorre agire e passare ai fatti. Stando a quanto si apprende, al momento, ci sarebbe una trattativa in corso con il Ministero dell’Interno ma la situazione sembra essere in stallo.

“Da parte del Governo e della politica c’è stata una solidarietà a parole, per cui al momento non c’è una soluzione. Ogni anno nel mondo spariscono 8 milioni di bambini. In Europa 270 mila, uno ogni due minuti, in Italia dal maggio 2009 ad aprile 2015 il numero 116.000 ha gestito 610 casi di bambini spariti. Nel 38% dei casi si trattava di fughe da casa, nel 31% di fughe da istituti, nel 10% di sottrazioni internazionali, nel 6% di minori stranieri non accompagnati”

ha spiegato Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, nel corso della Giornata internazionale dei bambini scomparsi celebrata ieri 25 maggio.

Per garantire il funzionamento del servizio, occorrono circa 250 mila euro l’anno, anche per questo la onlus Telefono Azzurro e la federazione Missing Children Europe, durante la Giornata internazionale dei bambini scomparsi, hanno lanciato la campagna di solidarietà#Salvail116000, salva un bambino” affinché si possa continuare a garantire un servizio attivo in 29 paesi in tutta Europa e che nel 2014 ha ricevuto ben 268.159 chiamate.

Telefono Azzurro si è impegnata negli ultimi sei anni al fianco delle famiglie alla ricerca del proprio figlio, ma ha anche dato aiuto a chi non ne aveva più una famiglia. Sei anni di stretta collaborazione con le autorità competenti per riportare a casa i bambini scomparsi, grazie al lavoro sinergico che le linee telefoniche dei 29 Stati membri in cui è attivo il numero gratuito 116.000, portano avanti ogni giorno. Un servizio essenziale che ora però rischia di fermarsi in tutta Europa a causa dell’interruzione dei finanziamenti, lo scorso febbraio, da parte della Commissione Juncker.

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Autore: Vincent Dimaggio

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