Banane: allarme peste. Un fungo killer potrebbe far scomparire le banane dalle nostre tavole

Londra, 8 dicembre 2015 – La banana, tra i frutti più consumati al mondo, fulcro dell’export di Paesi come India, Brasile, Cina ed Ecuador, potrebbe presto scomparire dalle nostre tavole a causa dell’allarme “peste” ossia della “malattia di Panama”, un fungo, il Fusarium oxysporum, detto anche Tropical Race 4.

[easy_ad_inject_1]La malattia di Panama, che già cancello la qualità “Gros Michel” (Big Mike) negli anni cinquanta, sta già interessando tre continenti potrebbe presto raggiungere il sud America dove i maggiori esportatori sono Brasile ed Ecuador.

L’allarme arriva dai ricercatori della Wageningen University, nei Paesi Bassi secondo i quali le banane sono un alimento base per oltre 400 milioni di persone ai tropici. Essi sono la quarta coltura più consumata e il frutto più consumato nel mondo. La produzione globale di banana è, comunque, sotto attacco critico di diffuse malattie fungine. Ci sono due principali cause di malattia di Panama e Black Sigatoka. Gert Kema, ricercatore senior presso la PRI Business Unit Biointeractions & Plant Health, per molti anni ha condotto ricerche in queste malattie.

Secondo lo studio dei ricercatori citato su Quartz, e pubblicato su Plos a rischio sono principalmente i frutti della varietà Cavendish, che negli anni Settanta hanno preso il posto del Gros Michael, e sono attualmente presenti nella maggior parte dei supermercati italiani e del mondo occidentale con un fatturato da 13 miliardi l’anno.

“Sappiamo che l’origine di Race Tropical 4 è in Indonesia e che si diffonde da lì, molto probabilmente prima in Taiwan e poi in Cina e il resto del Sud-Est asiatico”, ha dichiarato Gert Kema. “Il fungo mortale è ora balzato al Pakistan, Libano, Giordania, Oman, e Mozambico, e nord-est dell’Australia Queensland” ha aggiunto.

Tropical Tace 4 è più altamente evoluto rispetto al suo antenato e uccide Cavendish con facilità e può minacciare gli 11000000000 dollari di fatturato di export di banane al mondo con lo stesso tipo di collasso già accaduto per il Gros Michel.
C’è una differenza allarmante, tuttavia, tra oggi e un secolo fa: oggi la gente mangia molte più banane.

La tragedia non può non avere conseguenze anche sulle importazioni di banane in Italia: secondo i dati Istat elaborati da Agroter, l’import italiano delle banane degli ultimi 10 anni si sta spostando verso le 400 milioni di € con un andamento leggermente fluttuante.

Secondo quanto riporta italiafruit.net. “per quanto riguarda i volumi si sono registrati due picchi importanti: quello del 2005, congiunturale ad una forte contrazione dei consumi domestici italiani, dove si è scesi sotto la soglia dei 600 mila tons e uno al 2008, anno precrisi, dove si è superata la soglia dei 700 mila tons di banane importate. I prezzi sono pressoché stabili, soprattutto nell’ultimo triennio con un blocco a 0,59 € al Kg. Da sottolineare l’annata 2005 dove il prezzo medio delle banane importate ha superato i 65 centesimi.”

Un frutto senz’altro da salvaguardare anche per i suoi valori nutrizionali: le banane contengono circa il 75% di acqua, il 23% di carboidrati, l’1% di proteine, lo 0,3% di grassi, e il 2,6% di fibra alimentare. La polpa della banana, è ricca di vitamina A, vitamina B1, vitamina B2, vitamina C, vitamina PP e, seppur in misura minore, di vitamina E, di sali minerali (calcio, fosforo, ferro e potassio) e di carboidrati: ha proprietà nutrienti, ri-mineralizzanti e stimolanti per la pelle.

La banana contiene anche la vitamina B6, che favorisce il metabolismo delle proteine.

Autore: Vincent Dimaggio

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