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Beppe Grillo e M5S attaccano la Rai: “fascista contro di noi”. PD:”Attacchi ingiustificati”

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Roma, 18 gennaio 2016 – Giorno dopo giorno le elezioni comunali si avvicinano e si sente sempre più forte il calore e la tensione di uno scontro politico che sarà destinato come sempre a durare fino al giorno del voto.

Ad attuare un nuovo filone di polemiche è il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo che questa volta si scaglia contro l’informazione della Rai, la televisione di Stato, per la quale pagheremo il canone nelle bollette della luce a partire da luglio.

I grillini denunciano attraverso il blog di Beppe Grillo: “Denotiamo un silenzio assordante da parte dell’informazione Rai sui numerosi casi di realtà amministrate da Pd e Forza Italia toccate da indagini: esattamente l’opposto di quanto accaduto per il caso Quarto, dove i telegiornali della tv pubblica hanno garantito una copertura senza pari”. E poi l’annuncio: “abbiamo deciso di depositare un’interrogazione all’azienda a prima firma Dalila Nesci“.

Per il Movimento di Grillo la Rai utilizzerebbe due pesi e due misure rispetto all’opposizione M5S e al PD, partito di governo: “Negli ultimi mesi sono numerose le inchieste giudiziarie che a livello locale hanno riguardato il Pd. Alcuni esempi sono quelli di San Giorgio a Cremano, tra l’altro in provincia di Napoli come Quarto, di Vado Ligure, di Rimini e di tante altre città italiane toccate da episodi di malaffare. Non risulta che per nessuna di queste realtà il Tg1 abbia mandato due inviati, come il Tg3 e RaiNews24 uno ciascuno con una programmazione pressoché sconfinata“.

Ben venga l’attenzione del servizio pubblico sui temi della legalità – continua il post – siamo lieti della dovizia di particolari con cui è stata raccontata la vicenda Quarto, ma per evitare che si configuri una violazione dei principi di pluralismo chiediamo alla Rai di dare uguale attenzione anche ad altri casi giudiziari e politici che riguardano altre forze politiche. Già da stasera capiremo se il nuovo corso dell’informazione in Rai voluto dal direttore editoriale Carlo Verdelli porterà ad approfondimenti sugli impresentabili del comune di Catania o sul sindaco agli arresti domiciliari a Brenta, in provincia di Varese“.

Su Facebook la grillina Dalila Nesci affonda: “Quella portata avanti dal ‪#‎Tg1‬, diretto da Mario Orfeo, è una campagna filogovernativa che umilia in modo imbarazzante il pluralismo televisivo. Il primo telegiornale italiano continua a costruire casi su notizie inesistenti come quella di Pomezia, mentre ignora argomenti seri come quello dei tre consiglieri del Comune di Catania che hanno legami con persone legate alla mafia.
Stamattina abbiamo presentato una nuova interrogazione parlamentare sull’edizione di ieri del Tg1. Non si parla del caso Catania -dopo che lo stesso è approdato in commissione Antimafia-, perché le vicende che riguardano esponenti del Partito democratico non possono venire raccontate da chi vuole restare attaccato alla propria poltrona. Aggrappandosi alla sottana del renzismo, Orfeo cerca di sopravvivere ai possibili valzer di nomine.”

Non tarda ad arrivare la replica del Partito Democratico con Ernesto Carbone, della segreteria Pd, “E’ scandaloso il tentativo di intimidazione contro un telegiornale della Rai, da chi, come il M5s, guida la Commissione di Vigilanza con Roberto Fico. Gli attacchi ingiustificati contro il Tg1 servono ad evidenziare il nervosismo e il panico che regnano nel M5s. Vanno capiti: vorrebbero che tutti i guai che hanno combinato da Nord a Sud, nei comuni dove amministrano, venissero silenziati, d’altronde il silenzio e’ l’unica linea che hanno tenuto sul caso Quarto. Purtroppo sono convinti che quello che i giornali scrivono o va in onda nei Tg, spetti a loro deciderlo, o meglio, ai padroni Grillo e Casaleggio. Alla faccia della democrazia e del pluralismo“.

Per la senatrice PD Camilla Fabbri, presidente della commissione d’Inchiesta Infortuni sul Lavoro del Senato: “Che la libertà di stampa non sia gradita a Grillo e al suo movimento era cosa risaputa ma arrivare agli attacchi diretti a testate giornalistiche ci sembra francamente inaccettabile. Se ne facciano una ragione i 5 stelle, siamo in un paese democratico e la liberta’ di stampa e la liberta’ di informare i cittadini sui fatti, sono un bene prezioso di tutti e che da tutti devono essere rispettati anche quando si viene criticati“.

Per Andrea Marcucci, PD, commissione cultura: “La libertà di stampa è per Grillo la nemica numero uno. Va bene come megafono, non come informazione vera che riguarda anche i Cinque Stelle come tutti gli altri partiti. Il M5S vuole forse proporre Rocco Casalino direttore unico delle testate giornalistiche?”. “Chiederò conto al presidente della Vigilanza RAI Roberto Fico di questi attacchi scomposti dei Cinque Stelle contro il Tg1. Anche contro l’Huffington Post, il M5S dimostra lo stesso spirito illiberale, e l’isteria che ha colto il direttorio dopo i numeroso casi di malgoverno delle loro giunte“.

Per Andrea Romano, PD, “I Cinque Stelle, dopo avere stilato la black list degli interlocutori politici con cui non vogliono confrontarsi, ora pretendono di ordinare alle testate tv e stampa chi intervistare e chi non intervistare,”. “La senatrice Lezzi, invece di rispondere nel merito delle molte ambiguità e omissioni che stanno emergendo in casa grillina a proposito dello scandalo di Quarto, pensa bene di attaccare il Tg1 e il suo direttore Orfeo per il lavoro di informazione e inchiesta che sta conducendo sulla vicenda. I grillini si mettessero l’anima in pace: se l’omertà è ormai il loro stile, come dimostra lo scandalo di Quarto, l’Italia rimane un paese democratico dove l’informazione è libera e dove la stampa e la tv non sono sottoposte al controllo dittatoriale del duo Grillo-Casaleggio“.

Vincent Dimaggio
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