Bologna. Nelle mense scolastiche arriva anche la dieta vegana

Bologna, 22 gennaio 2016 – Nelle mense scolastiche del Comune di Bologna, a partire dal mese di febbraio, i “bambini vegani” potranno finalmente mangiare “vegano“. Il Comune ha infatti annunciato che nelle mense delle scuole i bambini potranno scegliere tra diversi tipi di pasti tra cui anche quelli basati su alimenti esclusivamente vegetali, senza alcun ingrediente di origine animale, come carne, pesce, latte e uova.

Il Comune lo ha fatto sapere ai genitori mediante la consueta comunicazione, inviata via email, di aggiornamento del servizio mensa offerto nelle scuole. I genitori saranno tenuti però a compilare un modulo, sottoscrivendolo, che contiene una serie di requisiti necessari, come la firma del pediatra o del medico di famiglia che segue il bambino, oltre la presa d’atto della scelta del menu vegano per il bambino.

“L’interesse sempre più acceso verso il consumo di prodotti vegetali, anche da parte di chi segue una dieta tradizionale, è sostenuto dalle recenti ricerche scientifiche che sembrano mettere in luce il possibile ruolo protettivo da alcune patologie croniche dato all’assunzione persistente di frutta e verdura”

scrive il Comune nella newsletter inviata alle famiglie.

Proprio il punto sulla firma del pediatra, o comunque del medico, è stato fortemente criticato dalla Lav che, nell’accogliere con soddisfazione l’iniziativa dell’amministrazione comunale bolognese, chiede a Sindaco ed assessori di modificare il modulo di “Richiesta di Dieta Vegana”, per la parte nella quale viene illegittimamente richiesta la firma del pediatra o del medico di famiglia, in aggiunta a quella dei genitori.

“Con una recente sentenza (n. 245/2015), il TAR di Bolzano ha cancellato l’analoga prescrizione, prevista a suo tempo dal Comune di Merano. La dichiarazione di responsabilità da parte dei genitori, anche ai sensi delle Linee Guida della Ristorazione Scolastica emanate dal Ministero della Salute, è infatti sufficiente per ottenere il menu vegano. Sarebbe infatti discriminatorio richiedere la firma del pediatra, dato che ciò non è previsto per le famiglie che optano per la scelta onnivora”

scrive la Lav.

Autore: Donato Paolino

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