Bpco e Smog. Ricerca Cnr: i polmoni stavano meglio nel 1985

Pisa, 2 gennaio 2016 – In tempi di smog diffuso e blocchi della circolazione uno studio scientifico rivela che i nostri polmoni in questo nuovo millennio stanno decisamente peggio rispetto al 1985 quando entrava aria meno inquinata e più ossigeno.

Lo rivela uno studio pubblicato su “Respiratory Medicine Journal” condotto da ricercatori dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr) di Pisa, condotta in collaborazione con l’Istituto di Biomedicina e Immunologia Molecolare (Ibim-Cnr) di Palermo e le università di Pisa e Verona.

Sara Maio dell’Ifc-Cnr di Pisa, tra gli autori della ricerca spiega: “I tassi di prevalenza di alcuni disturbi polmonari sono più che raddoppiati negli ultimi 25 anni in particolare, gli attacchi d’asma sono passati dal 3.4% al 7.2%, per la rinite allergica si è saliti dal 16.2% al 37.4%, l’espettorato ha superato il 19% rispetto all’8.7% del 1985 e la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), ostruzione delle vie respiratorie non completamente reversibile, ha raggiunto il 6.8% contro il 2.1% iniziale. Questi elementi confermano analoghi studi condotti a livello nazionale e in altri Paesi come la Svezia”.

A questi risultati si è giunti monitorando un campione di 3000 persone residenti nel comune di Pisa dal 1985 ad oggi riferendosi prima alle famiglie scelte a random poi, negli anni, raccogliendo dati delle nuove famiglie che andavano man mano creandosi come spiega la Maio: “Lo studio è stato articolato su tre periodi: dal 1985 al 1988, dal 1991 al ’93 e dal 2009 al 2011. Per ogni fase è stato chiesto ai volontari di rispondere a un questionario, indicando a quali fattori di rischio fossero esposti e a quali disturbi fossero soggetti”, specifica la ricercatrice.

“Come già mostrato da ricerche precedenti – prosegue Maio – l’abitudine al fumo e l’esposizione lavorativa restano fra i più importanti fattori di rischio per lo sviluppo di affezioni respiratorie. Ad esempio, chi fuma anche meno di 7 pacchetti di sigarette all’anno rischia di soffrire in più rispetto ai non fumatori, dell’85% per quanto riguarda la tosse e dell’80% per l’espettorato”.

Ma non solo vizio del fumo e esposizione lavorativa: anche lo smog, l’inquinamento della città incide come ha spiegato Giovanni Viegi, dell’Ibim-Cnr di Palermo. “In particolare, i risultati hanno mostrato nei soggetti residenti in area cittadina, rispetto a quelli che risiedono in zone suburbane, un rischio maggiore del 19% di rinite allergica, del 14% di tosse, del 30% di espettorato e del 54% di Bpco”.

“L’incremento dell’impatto delle malattie respiratorie sulla popolazione indicato dai risultati suggerisce di prestare ancora maggior attenzione agli sviluppi e alle cause di disturbi così comuni, di pianificare indagini epidemiologiche longitudinali e ampliare le conoscenze sui fattori (allergeni, inquinanti atmosferici…) potenzialmente associati a tale aumento”.

Secondo Joseph C. Segen, (Concise Dictionary of Modern Medicine, New York, McGraw-Hill) la Bpco è considerata la quarta causa di morte in Europa e negli Stati Uniti d’America (almeno 65 000 morti all’anno) e è stata caratterizzata da un aumento della mortalità a livello mondiale negli anni 2000. sintomi principali sono dispnea, tosse e produzione di espettorato. La maggior parte delle persone affette da bronchite cronica hanno BPCO.

Autore: Donato Paolino

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