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Bronte Doyne muore di cancro al fegato a 19 anni. I medici non le hanno creduto dicendole: stop Googling

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Londra (Regno Unito), 18 giugno 2015 – Lascia davvero tanta tristezza nel cuore la storia di Bronte Doyne, una 19enne inglese di Edwalton, Nottingham, nel Regno Unito, che si era rivolta ai medici del Nottingham University Hospitals NHS Trust, perché sospettava di avere un cancro al fegato. La ragazza aveva confrontato i suoi sintomi con i risultati di ricerche fatte sul motore di ricerca Google e con una diagnosi fai da te era sicura di avere il cancro al fegato.

[easy_ad_inject_1]Rivoltasi all’ospedale londinese nel settembre del 2011 con forti dolori allo stomaco e riferito il tutto ai medici, questi però non le hanno creduto e le hanno diagnosticato una sospetta appendicite dicendole di non fare più ricerche su Google, e intanto passarono 3 mesi prima che gli specialisti le diagnosticassero effettivamente il cancro al fegato, tre mesi preziosi per un paziente con un carcinoma raro come il suo.

Aveva da poco compiuto 18 anni quando i medici le confermarono che aveva un carcinoma epatocellulare fibrolamellare, una neoplasia che colpisce circa 200 persone ogni anno. I medici che la operarono le dissero che sarebbe sopravvissuta e guarita ma così non è stato. Non le hanno creduto quando ha spiegato e li ha implorato, sostenendo che era convinta di avere un cancro al fegato perché i suoi sintomi, tra cui l’improvvisa perdita di peso, coincidevano con quelli che aveva letto su un siti web statunitense, del Fibrolamellar Cancer Foundation, trovato attraverso ricerche sul popolare motore di ricerca, Google.

“Il sito web trovato su Google, approvato dalla Casa Bianca, è stata l’unica fonte che abbiamo avuto a disposizione per prendere una certa consapevolezza su questa malattia. Ma questa informazione è stata respinta dai medici. Ho detto al medico che sapevo quello che stava succedendo a mia figlia e qualcosa doveva essere fatto, ma mi è stato semplicemente detto di ‘stop Googling‘”

racconta la madre di Bronte, Lorraine Doyne.

I medici del Nottingham University Hospitals hanno solo saputo risponderle “stop Googling”, basta ricerche su Google, segnando così il destino di Bronte Doyne, venuta a mancare nel marzo del 2013.

La ragazza aveva scritto una serie di messaggi disperati che imploravano i medici a prendere sul serio la sua situazione prima di morire e la mamma di Bronte Doyne, Lorraine, ha deciso di rendere pubblici i commoventi messaggi della figlia affinché tutti possano conoscere la storia che ha portato Bronte alla morte.

“Ho bisogno di risposte. Volete sapere cosa sta succedendo. qualcosa che non va. ne posso più di questo. Non so spiegarvi come ci si sente di dover dire ad un oncologo che si sbaglia dovevo, sono stufa di fidarmi di loro. Il mio corpo non si sente molto bene #helpme. Ho paura. Il medico ha scrollato le spalle e mi ha fatto un commento sarcastico: mi ha detto che se voglio posso dormire lì ma loro non potrebbero far niente per me. Così adesso mi tocca aspettare per un altro appuntamento in ospedale”

scriveva nei sui tweet Bronte Doyne qualche settimana prima di morire, dopo ben 16 mesi di sofferenza e dolore.

“Ci hanno detto che l’operazione avrebbe curato totalmente il tumore ma le informazioni trovate online dicevano cose diverse. Abbiamo chiesto insistentemente se c’erano possibilità secondo loro che il cancro tornasse, e loro ci hanno detto che le nostre preoccupazioni non avrebbero aiutato la ragazza”

racconta la madre.

“Bronte aveva appuntamenti semestrali post-operatori per monitorare la sua condizione. Abbiamo esplorato tutti i trattamenti possibili, compresa la partecipazione a sperimentazioni in altri centri quando il suo cancro è tornato. Purtroppo, non ci sono stati miglioramenti, chemioterapia o radioterapia erano le uniche opzioni per trattare il cancro molto aggressivo di Bronte”

ha dettto Stephen Fowlie, direttore medico del Nottingham University Hospitals.

Bronte è morta meno di 16 mesi dopo la diagnosi di un tumore estremamente raro e che andava operato tempestivamente. E’ morta perché i medici non hanno ascoltato né lei né la sua famiglia. Non ci sono parole.

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17 thoughts on “Bronte Doyne muore di cancro al fegato a 19 anni. I medici non le hanno creduto dicendole: stop Googling

  1. ALCUNE VOLTE LA PRESUPPONENZA E LA ARROGANZA DI ALCUNI MEDICI E’ TRAGICA. SI RITENGONO DEGLI DEI ED
    ASCOLTANO TROPPO POCO I LORO PAZIENTI CHE NON SONO DEI TROGLODITI A PRIORI COME VIENE DA LORO PENSATO.
    HO NOTATO CHE CIÒ ACCADE SOPRATUTTO CON MEDICI DI BASSA ESPERIENZA ……MAI CON I MAESTRI.

  2. E’ la storia del bambino che gridava “al lupo ! al lupo !” e il lupo non c’era mai; poi un giorno il lupo c’era veramente e nessuno gli ha creduto.

    Ogni giorno probabilmente un medico vede 20 persone che si presentano da lui credendo di avere una malattia che non hanno perchè hanno fatto ricerche su internet. E così, dopo anni, uno si anestetizza, e quando sente qualcuno che gli dice di avere cercato su internet, non gli si crede più.

    L’errore non è stato non credere a quello che diceva la ragazza, ma è stato non avere fatto le necessarie analisi/esami.

  3. il settimo senso. In europa si e’ persa l’importanza di ascoltare le sensazioni del paziente. IN EUROPA S-A PIERDUT SUFLETUL IN RELATILE INTRE PATIENTUL SI DOCTOR. Tot supunere si amenintare, chiar si psihologic, arata ca trecutul/genetic/ si traumele psihologice din copilarie NU SE PIERDE USOR, SI TRECUTUL REVINE, din pacate. …..ca si razboile care sunt oriunde, vreme de acuma.

  4. storie che lasciano allibiti, un medico che sia degno di questo nome, doveva comportarsi in maniera professionale con la paziente, e dare peso alle parole di una adolescente e non prenderla per ipocondriaca…..

  5. A quei medici deve essere IMPEDITO SUBITO di esercitare ancora!!!
    è vergognoso il modo e l’atteggiamento che molti medici hanno nei confronti di noi pazienti, VERGOGNOSO!!!

  6. credo che sia arrivato il momento di far crescere nel lavoro solo le persone serie e che non mirano solo allo stipendio facile e garantito ma diano alla propria vita e a quelle altrui la speranza che si può fare sempre un passo oltre la linea per un futuro migliore per se e per tutti

  7. Adesso; ci dispiace !!!!!!!!!!!! purtroppo è avero che ci sono molti lamentosi ma nessuna giustificazione riportera in vita BD, meglio una diagnosi ha vuoto che una mancata diagnosi, non è un filosofo a dirlo ma semplicemente la deontologia professionale di un medico.

  8. E’ veramente una storia molto triste. Ma davvero i medici tutti , dottorini e professoroni, dovrebbero imparare ad ascoltare i propri pazienti e sopratutto i loro sintomi, e non dare per scontato un giudizio superficiale e frettoloso.
    HI BRONTE DOYNE , HAVE A GOOD LIFE WHERE YOU ARE NOW.!!!

  9. E’ una triste storia quella di Bronte, la ragazza morta a 19 per una gravissima forma di cancro al fegato.Io non so se la giovane avrebbe superato questo male , però il comportamento dei medici è stato totalmente indifferente verso le sofferenze di una giovane che aveva chiesto aiuto, purtroppo ha avuto diagnosi solo da Google, e quando i dottori hanno finalmente accolto il suo disperato appello , il male era in stato avanzato e dopo poche settimane Bronte muore nel marzo 2013, tutto questo e’ pazzesco , una povera e sfortuna ragazza uccisa da un brutto male e da dottori incompetenti. Rest in peace sweet Bronte,God bless your soul.

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