Burkini. Valls: “Incompatibili in Francia”. Alfano. “No al divieto”

burkini

I “burkini” (o burqini), l’oggetto della polemica di queste ore che oltrepassa le Alpi. I burkini, neologismo composto dalle parole “burqa” e “bikini”: in sostanza sono i costumi da bagno che coprono completamente il corpo delle donne di fede musulmana che possono andare al mare senza dover spogliarsi e rivelare il proprio corpo.

Ebbene nella Francia liberale (il Paese che vanta il motto Liberté, Égalité, Fraternité) che approva senza problemi il topless sulle spiagge di Cannes e non solo, i burqini non sono visti di buon occhio da chi governa e diventano un caso nazionale, anzi internazionale stando anche ad alcuni commenti di esponenti politici italiani. Tra i tanti spiccano quelli di Salvini e di Angelino Alfano

Fanno discutere le parole del premier francese Manuel Valls che senza mezzi termini ha espresso il sostegno per il bando emesso da alcuni comuni francesi per il burkini. “Il burkini è incompatibile con i valori della Francia” ha detto. Non è un costume da bagno ma “l’espressione di un’ideologia basata sull’asservimento della donna”.

A fare eco al premier Valls anche il ministro dei Diritti delle donne, Laurence Rossignol, che si è detta d’accordo con la necessità di combattere il burkini.

In Italia non potevano mancare commenti anche contrastanti dei leader politici. Emergono in particolare due posizioni, una del Ministro Alfano, contrario al divieto e uno del leader della Lega, Matteo Salvini, che invita l’Italia a copiare la Francia e critica la posizione espressa dal Ministro dell’Interno Alfano.

Nel videomessaggio su Facebook Salvini dichiara : “Un plauso ai sindaci che in Francia e in Corsica vietano il velo integrale in spiaggia. Anzi chiedo ai sindaci che amministrano città italiane di mare di copiare l’esempio francese perché il burkini è un simbolo di sopraffazione e violenza nei confronti delle donne”.
“A me mette profonda tristezza vedere queste donne che corrono alle Olimpiadi tutte coperte o che fanno il bagno come se fossero avvolte da un tappeto: i diritti di queste donne alla Boldrini evidentemente non interessano perché chiacchiera su tutto ma quando vede una donna coperta da capo a piedi sta zitta. A me piacerebbe – sottolinea Salvini – che questo tipo di violenza fosse proibito ovunque e fosse la donna libera di scegliere cosa fare o non fare, quindi no al velo integrale e no ai simboli di arroganza. Alfano dice no, che non si può vietare il velo perché sarebbe un favore ai terroristi e annuncia nuove regole per l’islam in Italia, siamo a posto se aspettiamo le regole di Alfano, siamo proprio a posto…”, conclude.

Angelino Alfano al Corriere della Sera ha dichiarato che il divieto non è la risposta giusta. Anzi “il modello francese ha fallito”. Il ministro dell’Interno ha infatti “la responsabilità di scegliere il livello di durezza nelle risposte che però non diventi mai provocazione potenzialmente capace di attirare attentati”.
“Per esempio in Francia, dopo Cannes, anche Sisco (Corsica) ha vietato il ‘burkini’ sulle spiagge in seguito a una rissa tra francesi e nordafricani che non gradivano di essere fotografati… Non mi sembra, ahimè, che il modello francese abbia funzionato per il meglio”, ha evidenziato Alfano.

Il ministro dell’interno torna sull’argomento “burqini” dai microfoni di Radio Rtl 102.5: “Io sostengo una cosa di buon senso, la mia bussola è il buon senso con il pragmatismo. Noi dobbiamo essere duri e severi” con chi infrange le regole e con gli estremismi “ma non provocatori”. Ciò significa “perquisizioni, arresti, indagini e anche espulsioni: noi abbiamo espulso 109 persone di cui 9 imam. Questo vuol dire essere severi entro il perimetro della legge. Altre questioni”, come il divieto del burkini, “se realizzate come puro atto ideologico” possono diventare “provocazioni in grado di attirare reazioni violente: questo è limite che io pongo”. Così il ministro dell’Interno Angelino Alfano ai microfoni di Radio Rtl 102.5.

“Avete incontrato su vostre spiagge decine o centinaia di donne in burkini? – chiede Alfano -. Qui non si tratta di esprimere un giudizio su quel che c’è dietro: quando non c’è violazione di legge, né dilagazione del fenomeno”. Quanto alla posizione espressa dal primo ministro francese Manuel Valls, “io ho grande rispetto per la Francia e per le lacrime che purtroppo sono state versate, ma l’Italia è l’Italia, finora un Paese sicuro”. E questo, “in un contesto in cui il rischio zero non esiste, “è dovuto da un lato al lavoro di prevenzione; dall’altro a una comunità che non ha mai dato luogo a comportamenti” da interpretare come “crisi di rigetto”. Il ministro ha poi ricordato che “la nostra Costituzione riconosce la libertà di culto”. L’atteggiamento assunto finora, ribadisce Alfano, “ha fatto sì che fin qui l’Italia fosse un Paese sicuro: vorrei che tutti continuassimo su questa strada”.

Autore: Vincent Dimaggio

Le mie ultime notizie. Sono un news blogger appassionato di notizie e sono l'autore di questo sito web. Dal 2001 ho collaborato con numerosi siti di divulgazione e informazione sia generalista che di settore.. Per qualsiasi informazione o se vuoi aiutarmi a far crescere questo sito contattami su notizie@notiziefree.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *