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Calano le vaccinazioni. Allarme ISS: senza vaccino pericolo ritorno malattie debellate

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Roma, 6 ottobre 2015 – Preoccupa il forte calo delle vaccinazioni nei bambini. A lanciare l’allarme l’Istituto Superiore di Sanità che ha presentato i dati sulla copertura vaccinale a 24 mesi di età nel nostro Paese, relativi all’anno 2014, pubblicati dal Ministero della Salute. Dai dati emerge un tasso di vaccinazioni al di sotto delle soglie minime previste dal precedente piano vaccinale.

[easy_ad_inject_1]Le vaccinazioni per poliomielite, tetano, difterite ed epatite B scendono al di sotto del 95% e la percentuale scende ancora di più per le vaccinazioni contro il morbillo, la parotite e la rosolia che raggiungono una copertura dell’86%, diminuendo di oltre 4 punti percentuali.

Sempre più genitori si affidano, purtroppo, ad informazioni raccolte su internet che mettono in guardia dai vaccini, decidendo così di non vaccinare i loro figli. Gli esperti ritengono che in questo modo si mette a serio rischio non solo la vita dei propri figli ma anche quella degli altri bambini con i quali hanno contatto, contribuendo così a far riemergere malattie debellate.

“Scendere sotto le soglie minime di sicurezza significa perdere via via la protezione della popolazione nel suo complesso e aumentare contemporaneamente il rischio che bambini non vaccinati si ammalino, che si verifichino epidemie importanti, che malattie per anni cancellate dalla protezione dei vaccini non siano riconosciute e trattate in tempo”

spiega Walter Ricciardi, presidente dell’ISS.

La copertura vaccinale in Italia è al limite della soglia di sicurezza e non può più essere rimandata l’approvazione del nuovo Piano Nazionale per la Prevenzione Vaccinale proposto da Ministero della Salute, Consiglio Superiore di Sanità, Istituto Superiore di Sanità ed Agenzia Italiana del Farmaco al Tavolo di coordinamento per la prevenzione delle Regioni italiane.

E’ importante che gli operatori sanitari informino adeguatamente i cittadini che mostrano dubbi nei confronti dei vaccini. La mancata vaccinazione – sottolinea Riccciardi – crea un rischio enormemente più alto rispetto a quello temuto di eventuali effetti collaterali. E’ inammissibile – continua Riccardi – che un operatore sanitario pubblico, in scienza e coscienza, possa avanzare dubbi sull’efficacia e sull’opportunità dei vaccini, di un atto che ha anche un valore etico per la tutela della salute pubblica.

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