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Calvizie. Nuovo studio rivela che si può prevenire strappando via i capelli

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Los Angeles, 16 aprile 2015 – Prevenire la calvizie strappando via selettivamente i capelli contribuirebbe a renderli più forti e più folti. Il concetto può apparire doloroso e singolare, ma potrebbe portare a potenziali nuovi trattamenti per la caduta dei capelli. E’ quanto sostengono i ricercatori della University of Southern California, a Los Angeles, negli Stati Uniti, secondo i quali il trauma subito dai follicoli dopo lo strappo del bulbo pilifero, in una specifica zona, stimolerebbe la capacità rigenerativa dei follicoli, e quindi la crescita di nuovi capelli, grazie alla secrezione di proteine infiammatorie che attivano l’intervento delle cellule immunitarie.

[easy_ad_inject_1]I follicoli piliferi, i responsabile della crescita dei capelli, contengono cellule staminali che si dividono continuamente, sono la forza motrice che determina la crescita di nuovi capelli. Un follicolo pilifero sano produce circa sei centimetri di capelli all’anno, ma se le cellule staminali contenute nel follicolo non funzionano bene e smettono di dividersi, la crescita dei capelli cessa e ciò provoca l’alopecia.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Cell, dimostrerebbe che lo strappo dei capelli, in una zona specifica, è in grado di provocare una risposta immunitaria simile a quella che avviene nel corpo umano quando si subisce una lesione della pelle, spingendo il follicolo al ringiovanimento e alla sostituzione dei capelli, quasi fino a cinque volte in più rispetto al numero di capelli tirati via.

I ricercatori hanno dimostrato che su 200 peli eradicati ai topi, in una specifica zona di circa 3-5 millimetri, si è stimolata la crescita di circa 1.200 peli in sostituzione di quelli persi. Provando invece ad ingrandire la zona di strappo a circa 6 millimetri, i ricercatori non hanno ottenuto lo stesso riscontro, anzi, ai poveri topi a cui erano stati tirati via, i peli non sono più ricresciuti, nemmeno uno. Riducendo poi la zona di strappo a 5 mm il riscontro è stato positivo: ai fortunati topi sono ricresciuti circa 1300 peli rispetto ai 200 strappati.

Il trauma follicolare ha innescato, dunque, una risposta immunitaria che provoca la ricrescita dei capelli 5 volte superiore alla norma. Ma se si amplia la zona di strappo il metodo non funziona in quanto i bulbi piliferi danneggiati sono troppo distanziati tra loro, rendendo meno efficace, se non nulla, la risposta immunitaria.

Lo studio si è dimostrato unico nel suo genere perché ha preso in esame non solo la rigenerazione di un singolo follicolo pilifero, ma si è concentrato sulla ricrescita di diversi follicoli anche in zone interessate da precedente alopecia. Infatti, la ricrescita dei capelli è aumentata anche nelle zone circostanti quella dello strappo traumatico.

“Abbiamo scoperto come i capelli comunicano tra loro in fase di stress”

ha detto Philip Murray, uno degli autori dello studio.

“E’ un buon esempio di come la ricerca di base può portare a un lavoro con un potenziale valore traslazionale. Questo studio porta a potenziali nuovi bersagli per il trattamento dell’alopecia

ha commentato Cheng-Ming Chuong, professore di patologia presso la Keck School of Medicine della University of Southern California a Los Angeles, nonché Principal Investigator della rivista Cell.

I ricercatori non hanno dato, però, suggerimenti su come i risultati di questo studio potrebbero essere utilizzati sugli esseri umani, anche se sperano che questo metodo possa essere adattato, in futuro, per il trattamento della calvizie. Ma attenzione, avvertono, a non passare al fai da te ed iniziare a strapparsi via i capelli come dei matti senza sapere l’effetto che si può scatenare.
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