Camorra, blitz contro i Casalesi. Indagini rivelano sequestro di due fratellini per non far pentire il padre

Caserta, 10 novembre 2015 – Ha davvero dell’incredibile la storia dei due fratellini sequestrati dalla camorra emersa nel corso dell’inchiesta “Azimut” che oggi ha condotto aal’arresto di 19 persone affiliate al Clan dei Casalesi nel corso del blitz dei carabinieri di Caserta e del Ros.

[easy_ad_inject_1]Le indagini del Ros hanno, infatti,  rivelato che i figli di Massimo Alfiero, affiliato ai Casalesi, vennero sequestrati dal cognato che poi contattò sua sorella, la madre dei due bambini, e minacciò di fare del male ai piccoli se il padre si fosse pentito. Sarebbe stato questo, secondo la Procura Antimafia, il motivo per cui Massimo Alfiero decise di non collaborare con la giustizia, rimanendo detenuto, ancor oggi, al 41 bis.

Le ordinanze di custodia cautelare eseguite oggi sono state emesse dal Gip di Napoli nei confronti di capi e gregari del clan campano. I reati contestati sono di associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata a commettere estorsioni, sequestro di persona, detenzione e porto illegale di armi, intestazione fittizia di beni.

Dall’inchiesta denominata “Azimut” gli inquirenti sono riusciti a risalire ed individuare gli attuali capi e gregari del clan dei Casalesi, ma è emerso anche un altro fatto davvero inquietante ricostruito dalla Dda di Napoli: il sequestro di due bambini avvenuto nel 2010 per zittire il padre ma gli inquirenti ne sarebbero venuti a conoscenza solo nel 2013.

 

Nel corso del blitz sono stati sequestrati dai carabinieri del Ros anche beni per un valore di circa 34 milioni di euro , tra terreni e immobili.

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Autore: Vincent Dimaggio

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