Cancro al seno. L’oncoimmunoterapia può sconfiggere il tumore riattivando il sistema immunitario

Padova, 11 settembre 2015 – Il tumore al seno da oggi ha un nuovo nemico, si chiama “oncoimmunoterapia”, è la nuova arma scoperta dai ricercatori che hanno messo a punto dei farmaci in grado di riattivare il sistema immunitario aiutando i linfociti a riconoscere le cellule cancerose per poterle distruggere.

[easy_ad_inject_1]Una nuova speranza, dunque, per sconfiggere il cancro al seno che arriva da Padova, dove in questi giorni e fino a domani, 150 studiosi e medici di tutto il mondo si sono riuniti nel congresso “Meet the professor” per presentare i risultati di nuovi studi rivoluzionari nell’ambito della cura del tumore al seno, anche di quello nella sua forma più aggressiva.

Nel corso del congresso dello IOV, l’Istituto Oncologico Veneto di Padova, sono stati presentati i risultati di un nuovo studio per la cura del cancro al seno condotto da un team di ricercatori guidati dal professor Pier Franco Conte (direttore dell’Oncologia Medica dell’Università di Padova e coordinatore della Breast Unit dello Iov) che ha dimostrato come utilizzando nuove terapie, il sistema immunitario è in grado di reagire alla malattia in modo naturale.

Le nuove speranze arrivano dall’Oncoimmunoterapia, grazie alla quale si riattivano le difese dell’organismo rieducando il sistema immunitario a riconoscere le cellule cancerose per poi distruggerle. In un prossimo futuro non sarà più necessario l’asportazione del seno per evitare il rischio di cancro, come ha fatto la nota attrice Angelina Jolie.

Dai risultati dello studio, è infatti emerso che l’Oncoimmunoterapia, già efficace per combattere il cancro al polmone e il melanoma, impedisce alle cellule cancerose di nascondersi ed evadere la sorveglianza del sistema immunitario e trasformarsi quindi in tumore.

“L’oncoimmunoterapia sembra particolarmente promettente verso i tumori più aggressivi: gli Her2+ e i Tripli negativi. Le nuove terapie, per ora sperimentali, agiscono non tanto stimolando il sistema immunitario per evitare il rischio di reazioni autoimmuni, ma depotenziando il freno che il sistema immunitario stesso si impone. La cosa straordinaria è che la terapia immune è duratura nel tempo, il sistema immunitario diventa capace di controllare il tumore molto più a lungo. Finalmente si può parlare di guarigione”

ha spiegato il professor Pier Franco Conte.

I farmaci a cui i ricercatori stanno lavorando saranno in grado di aumentare la capacità dei linfociti di riconoscere le cellule cancerose e di incrementare l’efficienza del sistema immunitario di distruggerle.

“Negli ultimi dieci anni, la ricerca contro il cancro ha puntato moltissimo sui cosiddetti farmaci ‘intelligenti’, diretti cioè su bersagli molecolari presenti nelle cellule tumorali con l’obiettivo di modificarne alcune proprietà quali la capacità di replicarsi, di non morire nonostante i danni indotti dalla chemioterapia e radioterapia, di diffondersi ad altri organi. I risultati sono stati significativi ma sono emersi anche i limiti di queste terapie a causa della capacità del cancro di mutare continuamente e quindi di diventate insensibile agli stessi farmaci che funzionavano poco tempo prima. Per cui adesso si sta provando a combattere i tumori utilizzando, oltre ai farmaci intelligenti, sostanze che attivano le stesse difese immunitarie dell’organismo”

ha commentato il prof. Conte.

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Autore: Donato Paolino

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