Cancro alla prostata: in arrivo un nuovo test per diagnosi precoce neoplasia

Bologna, 2 ottobre 2015 – Un gruppo di ricercatori, tutti italiani, guidati dal professor Luca Prodi dell’Università di Bologna, ha messo a punto un nuovo test per la diagnosi precoce del cancro alla prostata. Il test permette, nello specifico, di quantificare la sarcosina, una molecola indice della presenza di un cancro alla prostata in corso di evoluzione. Ciò significa che il nuovo test sarebbe in grado di individuare la neoplasia già nella sua fase iniziale permettendo così un trattamento terapeutico e una cura più efficace del cancro alla prostata.

Il carcinoma alla prostata rappresenta la seconda forma di neoplasia più comune tra gli uomini nel mondo e la quinta causa di morte correlata ai tumori nei maschi. Si tratta di una forma tumorale che può essere inizialmente anche asintomatica, proprio per questo è necessaria una diagnosi precoce per poter intervenire in tempo e diminuirne il tasso di mortalità. Ad oggi il tumore prostatico causa, infatti, più di 250 mila decessi ogni anno.

Attualmente esiste già un test per individuare il cancro alla prostata che si basa sulla quantificazione dell’antigene prostatico specifico (PSA), ma che ha come limite fondamentale quello di dare un elevato numero di falsi positivi.

Il nuovo test messo a punto dal gruppo di ricerca coordinato da Luca Prodi, docente al Dipartimento di Chimica “Giacomo Ciamician” dell’Università di Bologna, illustra una strategia innovativa per sviluppare un sensore economico e altamente sensibile in grado di quantificare la sarcosina, in grado di individuare la presenza di un tumore alla prostata in corso di evoluzione.

Alla base del nuovo test, a differenza di quello che si basa sul PSA, c’è l’elettrochemiluminescenza (ECL), una tecnica che da anni è al centro dell’interesse del gruppo di ricerca coordinato da Francesco Paolucci, docente dell’Università di Bologna, e oggi principale metodologia di analisi clinica in commercio per la diagnosi precoce del cancro alla prostata.

“Lo studio del team di ricerca italiano sfrutta l’interazione di un recettore supramolecolare, sintetizzato e appositamente sviluppato dal team guidato dal prof. Enrico Dalcanale dell’Università di Parma, che permette di catturare la sarcosina in campioni di urine. Questa viene poi separata dalla matrice complessa delle urine e ne viene misurata la concentrazione tramite l’elettrochemiluminescenza. Il nuovo sensore è stato testato, in collaborazione con l’Università di Verona, su campioni reali di pazienti affetti da cancro alla prostata e i risultati ottenuti sono incoraggianti. L’obiettivo ora è sviluppare un test standardizzato e con tempi veloci di analisi che possa direttamente correlare la presenza della sarcosina nelle urine con i comuni marcatori per il cancro alla prostata. E il team di ricerca sta già pensando di estendere il suo approccio ad altre patologie come ad esempio il diabete”

riporta una nota dell’Ateneo bolognese.

Autore: Donato Paolino

Le mie ultime notizie. Sono un news blogger appassionato di notizie e sono l'autore di questo sito web. Dal 2001 ho collaborato con numerosi siti di divulgazione e informazione sia generalista che di settore.. Per qualsiasi informazione o se vuoi aiutarmi a far crescere questo sito contattami su notizie@notiziefree.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *