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Cannabis per uso terapeutico: a Firenze le coltivazioni della “marijuana di Stato”

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Firenze, 11 giugno 2015 – La recente approvazione da parte del Consiglio regionale del Piemonte della legge che permette l’utilizzo di cannabis per fini terapeutici, prima regione ad aver adottato una legge in tal senso, è forte l’interesse degli utenti sulle procedure e modalità di coltivazione di quella che viene definita ormai da tutti “marijuana di Stato”.

[easy_ad_inject_1] In tempo di divieti e di arresti per coltivazioni di cannabis in serre improvvisate in appartamenti e garage delle quali la cronaca quasi quotidianamente si occupa, suscita curiosità la notizia che il primo raccolto “legale” è quasi pronto nelle coltivazioni dell’Istituto chimico farmaceutico militare di Firenze.

A Firenze si lavora su 200mq di serre per ottenere 100 chili di marijuana i cui principi attivi estratti dal fiore saranno utilizzati per curare i pazienti malati di Sla, tumori e Aids. Quelle che qualche mese fa erano soltanto piantine ora sono alte più di un metro. A luglio si prevede la prima immissione delle prime dosi nella rete dei circa 2000 pazienti dei quali l’Istituto fiorentino si occupa.

“La marijuana – spiega il generale Giocondo Santoni a Il Messaggero – servirà a migliorare la qualità della vita ai malati di Sla, attenuerà i dolori oncologici riducendo la nausea di chi fa la chemioterapia e stimolerà l’appetito a chi è affetto da Aids”.

“Il 18 settembre 2014 è stato perfezionato un accordo tra il Ministro della Difesa, Sen. Roberta Pinotti e il Ministro della Salute, On.le Beatrice Lorenzin, riguardante un progetto pilota per la produzione nazionale di sostanze e preparazioni di origine vegetale a base di cannabis.”. E’ quanto si legge nel sito ufficiale dell’Istituto chimico farmaceutico militare di FirenzeLe competenze del personale militare e civile dello Stabilimento nonchè le capacità produttive e di controllo qualità proprie di una industria farmaceutica, unite peraltro ad un livello di sicurezza tipico di una installazione militare, sono stati elementi determinanti nella scelta operata dai Dicasteri della Difesa e della Salute nell’esclusivo interesse della collettività nazionale per la cure di patologie gravi e altamente invalidanti, come la sclerosi multipla, la sclerosi laterale amiotrofica, il glaucoma, le malattie neoplastiche, tutte patologie nelle quali i preparati a base di cannabis sembrano essere molto efficaci e con un rapporto rischio-beneficio nettamente a favore di quest’ultimo.”

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