Carne bianca amica della salute e della dieta, ma a tavola ancora troppa carne rossa

Milano, 14 maggio 2015 – Finalmente è stata colmata una lacuna scientifica sulla carne bianca, o meglio sulle carni avicole, e sul fondamentale ruolo che svolge nell’ambito di una corretta alimentazione. Lo si evince dal documento di consenso stilato dalla ‘Nutrition Foundation of Italy‘ nel quale si sottolinea come un maggior consumo di carne bianca sulle tavole italiane contribuirebbe a migliorare la qualità complessiva dell’alimentazione, con effetti benefici sulla nostra salute.

[easy_ad_inject_1]Il documento di consenso, coordinato da Andrea Poli, presidente della Nutrition Foundation of Italy, e Franca Marangoni, ricercatrice presso la Nfi, con il supporto di molti altri specialisti italiani, è stato presentato ieri a Milano in vista della pubblicazione sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale ‘Food Nutrition Research’.

“Il documento conferma come le carni avicole siano caratterizzate da un profilo nutrizionale decisamente favorevole. Gli studi epidemiologici che abbiamo analizzato mostrano come un adeguato consumo di carni di pollo, in associazione ad una dieta ricca di vegetali, con un apporto moderato di grassi, e ad uno stile di vita attivo, possa facilitare il mantenimento del giusto peso corporeo, con effetti complessivamente neutri o favorevoli sul rischio delle principali malattie degenerative tipiche della nostra società”

ha spiegato Andrea Poli.

Le carni avicole sono altamente proteiche, poco grasse, assai digeribili, con un buon contenuto di vitamine e sali minerali. Proprio queste loro qualità nutrizionali ne fanno un alimento fondamentale della nostra dieta, ed è per questo che, non solo in Europa, la raccomandazione a consumare carni di pollame è pressoché generale.

Queste caratteristiche rendono la carne bianca, pensiamo ad esempio a quella più diffusa sulle nostre tavole come pollo e tacchino, un alleato ideale per la salute e il benessere a qualsiasi età, il cui consumo, in un’alimentazione varia ed equilibrata, si associa ad effetti favorevoli o comunque neutri sul rischio di diverse patologie degenerative, come alcuni tipi di cancro, il diabete e le malattie cardiovascolari.

Tuttavia, a farla da padrone sulle tavole italiane sono ancora le carni rosse. Nel nostro paese, infatti, il consumo totale della carne bianca è di circa il 25%, contro il 38% di carne rossa, consumi molto al di sotto della media europea. Il consumi di pollo in Italia è di 13,6 Kg l’anno pro-capite, contro i 17,8 Kg medi in Europa.

“Il livelli di consumo di queste carni sono tuttora contenuti nel nostro Paese: un loro impiego più ampio, nell’ambito di una corretta alimentazione, con un apporto adeguato di proteine, sia vegetali che animali, consentirebbe un miglioramento della qualità complessiva della dieta nella popolazione italiana”

afferma Andrea Poli.

In particolare, nel documento di consenso si sottolinea come il consumo di carni avicole, in alternativa ad altre fonti proteiche, potrebbe rivelarsi una buona strategia per controllare il rischio coronarico.

Il documento di consenso della Nutrition Foundation of Italy, nelle sue conclusioni esclude, infatti, ogni correlazione tra il consumo di pollame e la mortalità per cause cardiovascolari. Anzi, dall’esame degli studi epidemiologici è emerso che ad un maggior consumo di pollame, pesce e frutta a guscio corrisponde un rischio inferiore di eventi coronarici rispetto a quello legato al consumo di carni rosse. Ciò è dovuto al fatto, spiegano gli esperti, che le carni avicole contengono grassi polinsaturi, poco ferro nella forma eme e poco sodio.

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Autore: Vincent Dimaggio

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