Carni rosse, gli esperti del CNSA: bene consumarle ma evitare grigliate e fritture

Roma, 8 febbraio 2016 – Se consumate in modica quantità, inserite in una dieta varia quale è quella mediterranea, le carni rosse non fanno male, anzi sono importanti in quanto apportano un contenuto proteico di rilievo al nostro organismo. Sono tante le notizie che le incriminano e ciò ha fatto anche diffondere allarmismi a volte ingiustificati, ma le carni rosse fanno bene purché si seguano i consigli degli esperti in materia, che si basano su diversi studi scientifici, in attesa della pubblicazione della versione completa della Monografia IARC, il cui abstract è stato pubblicato sulla rivista “The Lancet – Onclogy”.

Per quanto riguarda la cottura delle carni rosse bisogna assolutamente evitare grigliate ad alte temperature e fritture in quanto cuocere carne, pesce e verdure sul barbecue provoca la generazione di sostanze cancerogene, tossine, in particolare gli idrocarburi policlinici aromatici (IPA, es. benzopirene) e le amine eterocicliche, molecole con spiccate capacità di sviluppare un tumore allo stomaco, ai polmoni, al fegato e all’intestino.

Di recente, inoltre, da uno studio americano condotto presso l’Università del Texas MD Anderson Cancer Center di Houston, negli Stati Uniti, è emerso che il modo di cucinare la nostra carne potrebbe potenzialmente influenzare il rischio di cancro del rene. Bisogna limitare la quantità di tempo di cottura della carne a temperature molto elevate o su una fiamma aperta, come quella sulla brace, con conseguente assunzione di fumo, o carbonizzazione della carne stessa. Si consiglia altresì di evitare il consumo di carni rosse trasformate, come pancetta, salsicce e hot dog, che possono causare il cancro, in particolare al colon e allo stomaco.

Gli stessi ricercatori hanno scoperto, inoltre, che specifiche variazioni genetiche risultavano più sensibili agli effetti nocivi di questi metodi di cottura della carne.

Nei giorni scorsi, in merito al possibile legame tra il consumo di carni rosse trasformate e fresche e l’aumento dell’insorgenza del cancro al colon retto, il Ministero della Salute ha diffuso il parere comunicatogli dal Comitato nazionale per la sicurezza alimentare (CNSA), che assolve in parte le carni rosse.

Dopo un’analisi approfondita svolta negli ultimi tre mesi, sollecitato dopo la pubblicazione da parte della rivista “The Lancet – Onclogy” di una Monografia IARC che metteva in relazione appunto il consumo di carni rosse con un aumentato rischio di insorgenza di tumori del colon retto, la Sezione del CNSA ha sottolineato che una completa conoscenza delle variabili sarà possibile solo quando sarà resa disponibile la versione finale e completa della monografia.

Intanto, dal punto di vista scientifico, la Sezione – comunica il Ministero della Salute – ha ricordato che “l’insorgenza dei tumori è un evento derivante da più fattori di natura individuale, comportamentale e ambientale, tra i quali vanno considerate anche le abitudini alimentari e che l’effetto cancerogeno delle carni è condizionato da abitudini di cottura e trasformazione e che, d’altro canto, la carne costituisce una importante fonte di proteine ad alto valore biologico e di altri nutrienti essenziali per la vita, soprattutto in alcune fasce d’età e condizioni di salute”.

In base a queste considerazioni la Sezione del CNSA raccomanda dunque di seguire un regime alimentare vario, ispirato alla nostra dieta mediterranea, facendo attenzione all’assunzione di grassi e proteine animali, che si consigli di ridurre, e assumendo costantemente cibi ricchi di fibre e vitamine.

“Una sana alimentazione associata ad uno stile di vita attivo rappresenta uno strumento valido per la prevenzione, la gestione e il trattamento di molte malattie. Un regime dietetico adeguato ed equilibrato garantisce non solo un apporto ottimale di nutrienti, in grado di soddisfare i bisogni dell’organismo, ma permette anche di ricevere sostanze che svolgono un ruolo preventivo e/o protettivo di determinate condizioni patologiche”

scrive il CNSA.

Dal parere espresso dal Comitato per la Sicurezza Alimentare emerge che il tumore al colon retto, come tutte le altre forme di cancro, è il risultato di più fattori e si innesca dall’interazione tra ambiente, stile di vita e genetica. In questo quadro generale “risultano particolarmente rilevanti: eccesso ponderale, sedentarietà, scarso consumo di fibre, eccesso di calorie nella dieta, e lo stile di vita nel suo complesso, compreso quello alimentare”.

In particolare, in attesa di esaminare compiutamente la monografia completa quando sarà pubblicata il prossimo semestre, il CNSA raccomanda di seguire un regime alimentare vario ispirato al modello mediterraneo; di fare attenzione alla modalità di preparazione e cottura degli alimenti, evitando le grigliate e le fritture al ate temperature; di ridurre l’apporto di grassi e aumentare l’assunzione di cibi ricchi in vitamine e fibre, che aiuta anche a prevenire le malattie cardovascolari oltre che l’insorgenza dei tumori; di mantenere un corretto peso corporeo svolgendo regolarmente attività fisica.

Autore: Donato Paolino

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