Caso Raggi: il Tribunale di Roma rigetta ricorso Pd su ineleggibilità del sindaco capitolino

Virginia Raggi, sindaco di Roma

“Tanto rumore per nulla. Dopo la batosta elettorale a Roma, il Pd ne subisce un’altra in Tribunale. Il giudice non ha accolto la richiesta con la quale i dem cercavano di ribaltare il risultato delle urne che ha visto il M5s vincere. Speravano di rendere nulla la nostra vittoria, paragonando la stipula del Codice di comportamento del M5S a un accordo di un’associazione segreta. Non sanno più cosa inventare”, commenta così la sentenza del Tribunale di Roma, il sindaco capitolino Virginia Raggi sul blog di Beppe Grillo.

Per la Raggi, il Pd non riesce “ad accettare la sconfitta ed il fatto che stiamo riportando la legalità. Quando abbiamo vinto le elezioni, abbiamo assicurato che avremmo rispettato gli impegni con i cittadini. Questo è lo spirito del M5S. L’impegno l’abbiamo preso con voi e lo rispetteremo sempre”.

Nei fatti il Tribunale di Roma ha rigettato il ricorso del Pd sul contratto tra la Raggi e il M5S, ritenendolo valido il documento che prescrive la penale di 150mila in caso di violazione del codice etico del M5s. Secondo i giudici il ricorso sulla ineleggibilità della Raggi va rigettato in quanto non ricorre, nel caso in esame, alcuna delle ipotesi previste dalla legge e tantomeno si può ipotezzare una interpretazione estensiva e analogica delle stesse. Rigettata anche la domanda di nullità del contratto, dichiarata dal tribunale inammissibile in quanto il ricorrente non è portatore di un concreto interesse ad agire.

E’ intervenuto in merito anche Davide casaleggio precisando che non esiste alcun contratto tra Virginia Raggi e la Casaleggio Associati.

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