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Caso Regeni. Arresto Ahmed Abdallah, Egitto: non collegato a caso Regeni. Manconi:”Egitto Paese non sicuro”

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Il Caso Regeni diventa sempre più intricato giorno dopo giorno. La famiglia Regeni si è detta “angosciata” per l’arresto in Egitto “del dott.Ahmed Abdallah, presidente del consiglio d’amministrazione della Commissione egiziana per i diritti e le libertà (Ecrf), ong che sta offrendo attività di consulenza per i nostri legali”.

Ahmed Abdallah è stato prelevato nella sua abitazione a Heliopolis nella notte tra il 24 e il 25 aprile dalle Forze speciali egiziane con l’accusa di istigazione alla violenza per rovesciare il governo, adesione a un gruppo “terroristico” e promozione del “terrorismo”. Lo comunica Amnesty International.

Sul sito Al Masry al Youm si legge che l’arresto del consulente della famiglia Regeni non ha nulla a che fare con la scomparsa e la morte del figlio Giulio. Per la Procura sarebbe sottoposto a custodia cautelare per 4 giorni per aver partecipato a “una manifestazione senza autorizzazione”.

Il sito egiziano Albedaiah.com, citando fonti giudiziarie, riporta inoltre che la Procura del Cairo ha prolungato da quattro a 15 giorni il fermo del consulente che, secondo la nuova legge anti-terrorismo potrebbe restare in prigione per anni in attesa di una sentenza. La legge prevede inoltre la pena capitale per chi è accusato di essere un leader di un gruppo terroristico o per gli esecutori materiali di attacchi mortali.

Petizione on line per Giulio Regeni: Luigi Manconi, presidente della Commissione diritti umani di Palazzo Madama, insieme a oltre 90 eurodeputati di Paesi e partiti diversi, ha lanciato sul sito www.abuondiritto.it una petizione online per chiedere che l’Egitto sia considerato “Paese non sicuro” e per invitare turisti, lavoratori, studenti e ricercatori europei a non andarci. La petizione è stata inviata anche all’Alto Rappresentante per la politica estera europea Federica Mogherini. “E’ una proposta seria e ragionevole. L’Egitto oggi non è un Paese sicuro. Non lo è stato per Giulio Regeni e non lo è per il popolo egiziano”.

Poi ai microfoni di Restate scomodi su Rai Radio1 ha dichiarato “C’è il rischio di un eccesso di prudenza” da parte del governo italiano “a prendere quei provvedimenti sul caso Regeni che tutto dimostra quanto siano invece urgenti” “gli ultimi atti del governo del Cairo dimostrano la volontà di lanciare una sorta di sfida, di far vedere come il regime sia insensibile alle pressioni della comunità internazionale e alle giuste richieste dell’Italia. E’ un comportamento spudorato”.

Vincent Dimaggio
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