Cassazione: no a licenziamento per operaio Fiat che vedeva film porno in pausa pranzo

Roma, 14 ottobre 2015 – L’operaio che vede film pornografici durante la pausa pranzo non va licenziato. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che ha respinto il ricorso presentato dalla Fiat nei confronti di un dipendente dell’azienda di Termini Imerese che aveva ammesso di vedere film porno durante l’interruzione dal lavoro.

[easy_ad_inject_1]La Fiat chiedeva la massima sanzione contro il dipendente col “vizietto” ma gli ermellini hanno confermato la sentenza di appello di Palermo secondo cui il licenziamento del dipendente era stato dichiarato illegittimo.

In primo grado, invece, il giudice del tribunale di Termini Imerese aveva dato ragione al datore di lavoro confermando il provvedimento disciplinare preso dalla Fiat nei confronti dell’operaio, che aveva lasciato a casa l’uomo.

La Corte di Cassazione ha, invece, stabilito che non c’erano prove univoche che l’operaio avesse visto i film pornografici durante le ore di lavoro e dunque non va licenziato, pur avendo l’uomo ammesso di aver visto qualche scena dei dvd in suo possesso durante la pausa pranzo. Il semplice sospetto, dicono gli ermellini, che l’operai abbia visto i film hard nell’orario di lavoro “è inidoneo a ritenere provato l’addebito”.

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Autore: Donato Paolino

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