Cei. Unioni Civili: “Ci sono altre urgenze. Non confondere matrimonio e unioni omosessuali”

Roma, 16 luglio 2015 – L’apertura alle unioni civili anche nel nostro Paese da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi che all’assemblea del Pd a Expo ha annunciato un provvedimento ad hoc, vede la contrarietà dei vescovi italiani.

[easy_ad_inject_1]Il segretario della Cei, monsignor Galantino, a tal proposito ha dichiarato: Rispetto alle urgenze che si impongono, è paradossale questa attenzione (alle unioni civili, ndr). Peccato non poterne riscontrare altrettanta in effettive misure di sostegno alla famiglia, nonostante questa sia la cellula fondamentale del nostro tessuto sociale, l’unica che assicura una serie di funzioni preziose e insostituibili”.

“Nessuno è qui a mettere in discussione i diritti individuali, che sono sacrosanti. La nostra contrarietà – spiega Galantino – riguarda la confusione che il disegno di legge introduce, evitando opportunamente l’utilizzo del termine ‘matrimonio’, ma di fatto attribuendo alle unioni omosessuali diritti e doveri uguali a quelli previsti per la famiglia fondata sul matrimonio. Al di là delle questioni terminologiche, se si guarda alla sostanza si deve considerare che siamo di fronte all’attribuzione di un eguale regime a realtà che sono di fatto diverse, come è sempre stato riconosciuto sia a livello giuridico che di senso comune. Principio di giustizia sarebbe, piuttosto, dare a ciascuno il suo”. “Restiamo convinti – ha concluso il vescovo – che una cosa sia la famiglia fondata su due persone di sesso diverso, come prevede l’articolo 29 della Costituzione, e tutt’altra siano le unioni tra persone dello stesso sesso. È troppo chiedere che tale diversità venga rispettata dal Legislatore come dal Governo?”.

Unioni civili in Europa e in Italia – Nell’Unione Europea la questione delle unioni civili è entrata spesso a far parte di direttive riguardanti uno dei principi cardine dell’UE: Tutti i cittadini dell’Unione hanno gli stessi diritti, indipendentemente dalla loro origine, nazionalità, condizione sociale, dal loro credo religioso o orientamento sessuale. Già dal 1994 la Comunità Europea, infatti, ha emanato una risoluzione per la parità dei diritti dei gay e delle lesbiche. L’Italia è tra i paesi che non hanno mai approvato legislazioni specifiche in materia di unioni civili insieme a Paesi tra i quali la Bulgaria, la Polonia e l’Albania.

Ci sono legislazioni avanzate sulle unioni civili in Belgio (Cohabitation légale/wettelijke samenwoning), Finlandia (Rekisteröity parisuhde/registrerat partnerskap), Francia (Concubinage; Pacte Civil de Solidarité), Germania (Eingetragene Lebenspartnerschaft) e altri Paesi europei.

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Autore: Vincent Dimaggio

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