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Cellule staminali stampate in 3D: verso la creazione di organi artificiali

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Pechino (Cina), 5 novembre 2015 – Un team di scienziati della Tsinghua University di Pechino, in Cina, e della Drexel University di Philadelphia, negli Usa, ha messo a punto un metodo di stampa in 3D in grado di produrre blocchetti di cellule staminali embrionali, già ribattezzati i “mattoni della vita“, potenzialmente capaci di svilupparsi per poi trasformarsi in organi e tessuti.

[easy_ad_inject_1]Le cellule staminali stampate in 3D sarebbero dunque in grado di generare tutti i tipi di cellule del corpo e potrebbero essere usate come i mattoncini della Lego per cotruire tessuti e potenzialmente micro-organi umani.

Durante lo studio è stato utilizzato un particolare metodo di stampa 3D per la produzione di una struttura a griglia tridimensionale concepita per far crescere il corpo embrioide. I mattoncini di cellule staminali hanno dimostrato tutta la loro vitalità e una rapida riproduzione per i 7 giorni successivi, mantenendo per tutto il tempo una pluripotenza di auto-rinnovamento.

“E’ stato davvero emozionante vedere che avremmo potuto coltivare un corpo embrioide in modo controllato. Il corpo embrioide coltivato è uniforme ed omogeneo, e serve come una miglior punto di partenza per un’ulteriore crescita del tessuto. Penso che abbiamo prodotto un microambiente in 3D, che è molto più simile a quello che si trova in vivo per la coltivazione del corpo embrioide, che spiega i livelli più elevati di proliferazione cellulare”

spiega Wei Sun, un autore principale dello studio.

Gli scienziati sperano che questa tecnica possa essere sviluppata per produrre “mattoncini” di staminali totipotenti, capaci di svilupparsi in qualsiasi direzione. Questa nuova tecnica pone le basi per eseguire ulteriori esperimenti sulla rigenerazione cellulare dei tessuti.

“Il nostro prossimo passo è quello di saperne di più su come possiamo variare la dimensione del corpo embrioide modificando i parametri strutturali e di stampa, e in che modo variando la dimensione del corpo embrioide si possa giungere alla ‘fabbricazione’ di diversi tipi di cellule”

aggiunge Rui Yao, un altro autore dello studio.

“A lungo termine, vorremmo produrre corpi embrionali eterogenei controllati. Ciò dovrebbe promuovere diversi tipi di cellule in via di sviluppo l’una accanto all’altra aprendo, così, la strada alla creazione di micro-organi da zero, all’interno di un laboratorio”

conclude Wei Sun.

I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Biofabrication.

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