Un collirio con Ngf per la cura delle malattie neurodegenerative passando dagli occhi

Roma, 15 luglio 2015 – La cura delle malattie neurodegenerative potrebbe presto passare dagli occhi grazie ad uno speciale collirio contenente il fattore di crescita neuronale scoperto da Rita Levi Montalcini. Poche gocce di collirio contenti Ngf, il fattore responsabile della crescita delle cellule nervose sarebbero in grado di stimolare la generazione di nuovi neuroni nel cervello.

[easy_ad_inject_1]La scoperta, tutta made in Italy, a firma di un team di ricercatori dell’Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma (Ibcn-Cnr), guidati da Paola Tirassa, apre nuove strade per il trattamento non invasivo delle patologie neurodegenerative.

I risultati della ricerca, pubblicati sulla rivista European Journal of Neuroscience, hanno dimostrato su modello animale che la somministrazione della soluzione contenente Ngf è stata in grado di stimolare la generazione di nuovi neuroni. La semplice applicazione di poche gocce negli occhi di questo speciale collirio può aiutare il cervello a mantenersi e rimanere in salute. Il fattore di crescita neuronale, Ngf, contenuto nel collirio induce, infatti, le cellule progenitrici presenti nel cervello a produrre nuovi neuroni.

Sulle cavie, utilizzate per la ricerca, il team ha osservato che il rivoluzionario trattamento è stato in grado di contrastare gli effetti del danno neuronale, inducendo le cellule cerebrali progenitrici presenti nel cervello a produrre nuovi neuroni.

“Il fattore endogeno responsabile della crescita e della riparazione delle cellule nervose è stato individuato per la prima dal premio Nobel Rita Levi Montalcini ed è largamente conosciuto per la sue proprietà neuroprotettive e rigenerative. Il lavoro svolto negli ultimi anni nel campo della ricerca oftalmologica ha inoltre mostrato come l’utilizzo di un collirio Nfg negli animali, superando la barriera retinica e raggiungendo direttamente e indirettamente le aree cerebrali, sia capace di contrastare gli effetti degenerativi causati, ad esempio, dall’encefalopatia diabetica, dall’infiammazione cronica e da agenti chimici”

spiega Paola Tirassa in una nota stampa del Cnr.

I risultati di questo studio fanno chiarezza sui meccanismi biologici alla base della rinascita cellulare, oltre a consolidare le conoscenze sull’efficacia dell’assunzione del fattore di crescita nervoso tramite terapia oculare.

“Abbiamo osservato che il collirio Nfg agisce direttamente su una particolare area del cervello, la zona subventricolare dei ventricoli laterali, considerata la più ricca sorgente di precursori neuronali (cellule non differenziate) nei mammiferi. Quest’interazione, quindi, favorisce la generazione dei nuovi neuroni che andranno a rimpiazzare quelli lesionati. La scoperta potrebbe aprire prospettive future per lo sviluppo di terapie non invasive, indolori e prive di evidenti effetti collaterali per la cura delle patologie neurodegenerative umane”

conclude Paola Tirassa.

Si tratta di un’importante scoperta, tutta made in Italy, in quanto la nuova terapia potrebbe fornire un importante contributo alla lotta contro le malattie neurodegenerative e alla comprensione dei processi biologici alla base dello sviluppo delle connessioni e delle strutture cerebrali.

Si aprono, dunque, nuove prospettive, per lo sviluppo di terapie non invasive per la cura di malattie neurodegenarative, utilizzando, per così dire, un “percorso stradale” diverso per arrivare a destinazione: gli occhi.

[easy_ad_inject_2]

Autore: Vincent Dimaggio

Le mie ultime notizie. Sono un news blogger appassionato di notizie e sono l'autore di questo sito web. Dal 2001 ho collaborato con numerosi siti di divulgazione e informazione sia generalista che di settore.. Per qualsiasi informazione o se vuoi aiutarmi a far crescere questo sito contattami su notizie@notiziefree.it

4 pensieri riguardo “Un collirio con Ngf per la cura delle malattie neurodegenerative passando dagli occhi”

  1. Vorrei fare presente a chi magari in questo articolo ha trovato una speranza per una cura per un parente malato che è tutta da dimostrare la possiblità che un collirio con NGF riesca a raggiungere il cervello di un essere umano. Un topo infatti è molto più piccolo, e la strada da percorrere dall’occhio al cervello è relativamente breve. C’è una sperimentazione sulla cura del nervo ottico con NGF che la ditta Dompé ha in cantiere da quasi quattro anni. Vorrei pregare chi interessato a sollecitare la Società in modo da vedere avviati i test sugli esseri umani. Se il collirio si dimostrasse in grado di raggiungere il nervo ottico negli uomini, allora si potrebbe poi pensare anche al cervello.

    1. Buongiorno massimo, lo scorso venerdì 19 c.m. ho fatto visitare mia zia (diventata improvvisamente cieca nel mese di ottobre 2015) dal Prof. falsini Benedetto (gemelli roma) facente parte del team che ha inventato il collirio. Mi ha dato qualche speranza per mia zia ma cìè bisogno che la casa farmaceutica dompè abbia presto l’autorizzazione per la messa sul mercato del collirio. Tu per acso ne sai qualcosa in più? Hai provato a procuarrti il collirio visto che prima le farmacie potevano produrre il collirio?

  2. Salve ho una bambina di 7 anni con colonna corioretinico del nervo ottico, sapete firmi se anche per chi ha questa malattia rara il collirio é efficace?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *