Cesena. Pollo con salmonella: indagati 6 veterinari e 2 dirigenti

Cesena 6 luglio 2015 – I carabinieri del NAS, nucleo anti-sofisticazioni di Bologna, hanno notificato l’avviso di conclusione di indagini a carico di sei medici veterinari dell’Ausl di Cesena e due dirigenti di una nota industria alimentare con sede anch’essa a Cesena.

[easy_ad_inject_1]Secondo gli inquirenti che hanno chiamato l’indagine “Hell’s Chicken”, sarebbero state rilevate irregolarità e inadempimenti nella catena dei controlli dei prodotti alimentari: pollo e altri prodotti sarebbero stati messi sul mercato nonostante contenessero il batterio della salmonella.

A quanto si apprende i veterinari dovranno rispondere ai giudici di falso ideologico in atti pubblici per aver rilasciato false attestazioni di controlli e campionamenti che non avevano fatto personalmente.

Tale inchiesta sarebbe nata dopo una “serie di controlli effettuati dal Nas nella sede dell’industria e nella catena di commercializzazione, sui prodotti alimentari di origine avicola posti in commercio e che avevano fatto riscontrare ripetute irregolarità per la presenza costante del batterio salmonella nei prodotti finiti” spiegano gli inquirenti. Tale presenza del batterio denotava ” una carente conduzione gestionale dello stabilimento e facevano sorgere sospetti sulle attività di vigilanza e controllo dell’ufficio veterinario pubblico con sede nello stesso”. Le indagini, chiariscono gli inquirenti, “hanno fatto emergere una irregolarità nella conduzione dell’attività industriale, inadempimenti e violazioni a carico dei vari Veterinari Pubblici incaricati del controllo e della vigilanza sanitaria”.

In particolare sono stati accertati, spiegano dall’Arma, i reati di “falso ideologico in atti pubblici, avendo i veterinari pubblici attestato falsamente di aver proceduto ad attività di controllo e campionamento di fatto non effettuati personalmente, abuso d’ufficio e omissioni in atti d’ufficio, non avendo proceduto all’adozione di provvedimenti sanitari necessari ed indispensabili per la tutela della salute dei consumatori ed, infine, omessa comunicazione alla magistratura di fatti costituenti reato”.

L’azienda replica: “Le indagini riguardano le modalità di esecuzione dei controlli a campionamento effettuate dai veterinari per incarico dell’Ausl e non è in atto alcun addebito che riguardi la presenza di salmonella nei nostri prodotti – sostiene la cooperativa – L’azienda si dichiara in ogni caso disponibile a collaborare, oggi come in passato, con l’autorità giudiziaria per qualsivoglia tipo di verifica, confidando nell’indiscussa serietà delle indagini in corso e avendo sempre operato nel pieno rispetto della normativa vigente in materia sanitaria, garantendo qualità e sicurezza dei propri prodotti nell’interesse dei consumatori”.

Anche la Ausl Romagna replica e con una nota fa sapere “Riaffermando il principio che gli operatori sanitari pubblici hanno il dovere di svolgere il proprio ruolo con particolare rispetto della normativa e nell’assoluta trasparenza dei propri atti, qualora dagli sviluppi dell’inchiesta dovessero emergere responsabilità penali a loro carico, procederà ad intraprendere con fermezza le conseguenti procedure amministrative di propria competenza”, afferma in una nota l’Ausl Romagna. “In merito alla vicenda che vede coinvolti medici veterinari dell’ex Ausl di Cesena – scrive l’azienda – la direzione generale di Ausl Romagna esprimendo piena collaborazione e fiducia nell’operato della Magistratura, confida altresì nella correttezza della condotta professionale dei propri collaboratori”

Salmonella: Le salmonelle sono presenti nell’ambiente e possono essere sia commensali sia patogeni per uomini e per vari animali; alcuni sierotipi lo sono esclusivamente per l’uomo (es. S. typhi e S. paratyphi A e C), altri si adattano anche ad altri animali (es. S. typhimurium).
Nell’uomo sono causa di due patologie infettive: la febbre tifoide e paratifoide e le salmonellosi minori. L’infezione da salmonella è trasmessa per via oro-fecale attraverso l’ingestione di cibi o bevande contaminate.

Il periodo di incubazione è molto breve, infatti i sintomi della malattia possono manifestarsi anche solo dopo 12 ore dall’ingestione del batterio. I sintomi interessano il tratto gastrointestinale e sono rappresentati da dolore addominale, nausea e vomito, febbre e diarrea (feci di un forte color verde scuro) e malessere generale.
Tale patologia ha generalmente decorso breve e termina con la guarigione, ma non è da sottovalutare in soggetti più a rischio come bambini e anziani.

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Autore: Vincent Dimaggio

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