Choc a Lamezia Terme, ucciso l’avvocato Francesco Pagliuso. La sorella: “è stata un’esecuzione”.

Francesco Pagliuso

Choc a Lamezia Terme. Un avvocato penalista di 43 anni è stato ucciso in un agguato nella tarda serata di martedì a Lamezia Terme, comune di 70 mila abitanti della provincia di Catanzaro in Calabria. La sorella ai microfoni del Tgcom: “E’ stata un’esecuzione”.

La dinamica dell’agguato – La vittima è Francesco Pagliuso che al momento dell’agguato era solo alla guida della propria autovettura e stava facendo rientro a casa quando è stato raggiunto da alcuni colpi di pistola.

A trovare il corpo sono stati i carabinieri intorno alle tre di notte dopo l’allarme lanciato dai familiari della vittima, preoccupati perché Pagliuso non rispondeva al cellulare.

Pagliuso, segretario della camera penale e penalista molto noto negli ambienti forensi calabresi, era presente in alcuni dei processi di ‘ndrangheta più importanti incardinati dall’Antimafia in Calabria, ma difendeva anche noti personaggi della città implicati in vicende giudiziarie.

Gli inquirenti che indagano sul caso non escludono che il Pagliuso sia stato vittima di una vendetta legata alla sua attività professionale.

A quanto si apprende dai media il Pagliuso girava armato della sua 44 Magnum cromata, pistola che martedì sera non ha fatto in tempo ad usare per difendersi.

Ancora un avvocato ucciso a Lamezia Terme – Purtroppo il Pagliuso non è stato il primo avvocato ucciso a Lamezia: prima di lui è stato ammazzato Torquato Ciriaco, a marzo del 2002, caduto sotto i colpi di pistola sparati da killer che ad oggi non hanno ancora un volto.

Le reazioni – Forte la reazione dei colleghi e della città di Lamezia. Il consigliere comunale Pasqualino Ruberto ha scritto sui social: ” Una città dove sembrano sempre più svanire le speranze, la mano maledetta della criminalità che la fa ritornare in un barbaro stato che lascia attoniti. Non si può distruggere la vita di un giovane padre e di un grande professionista, no, non si può. Solo Dio può togliere la vita, quello stesso Dio a cui dovrete rendere conto, quello stesso Dio che darà alla nostra città la forza di reagire e di respingere con forza ogni vostra malefatta, perché alla fine il bene deve sconfiggere il male che ha guidato e guida la vostra mano maledetta”.

L’avvocato Pino D’Ippolito : “Non si può perdere un collega e un caro amico per una mano criminale. Quando, quando ci libereremo di questa cappa che ci opprime? Dovremo aspettare altri 20 anni perché qualche cosiddetto pentito ci sveli la sua verità? Caro Francesco, amico mio, adesso qualche tuo e mio amico, qualche tuo e mio collega, si appresterà ad assumere la difesa del tuo vero o presunto assassino. Che professione di mxxxa è la nostra, la difesa e l’assistenza del cliente prima di tutto, prima della famiglia, degli affetti, degli amici. Quella professione alla quale tu hai consacrato la tua vita. Ma io non credo che resisterò più a tutto questo. Addio Francesco, amico mio.”

La sorella ai microfoni del Tgcom: “E’ stata un’esecuzione”. “E’ stata un’esecuzione a tutti gli effetti. Lo hanno aspettato dentro il cancello di casa”. Così ha raccontato la sorella di Francesco Pagliuso a Tgcom24 l’uccisione a colpi di pistola a Lamezia Terme. “Era impegnato nei maggiori processi di ‘ndrangheta – ha quindi aggiunto la donna – e negli ultimi tempi aveva voluto che fosse installato un impianto di videosorveglianza intorno alla casa”.

Autore: Vincent Dimaggio

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